La straordinaria leggerezza del governo

Non possiamo dare la colpa ad una maggioranza raccogliticcia che si odiava fino al giorno prima di aver dato vita legittimamente ad un governo tanto mediocre. Si trattava di evitare le elezioni e di scrivere la manovra sotto dettatura della Ue, senza colpi di testa. Altrettanto non possiamo rimproverare il governo di non aver compreso la pandemia, i suoi scienziati non l’hanno compresa peggio l’hanno negata, non c’è nessun rischio. Il povero Zingaretti aveva chiesto a Burioni e Capua se poteva andare a fare l’aperitivo a Milano e quelli gli hanno detto vai tranquillo. Sotto questo profilo va ammirato Lo Palco che non si è mai contraddetto. Da quando ha compiuto i sei mesi confida nell’estinzione dell’umanità. I nostri scienziati andrebbero letti con attenzione, c’è persino chi spiega che in fondo il virus è positivo perché consentirà il rilancio dell’apicoltura, le api soffrivano molto. Quindi in tali condizioni cosa poteva capire il governo, che manco capisce la costituzione su cui giura. Ora però davanti alla necessità di una ripartenza, dal sindaco Sala al capo dello stato si lamenta in qualche modo la straordinaria leggerezza di questo governo o perché preoccupati del personale ministeriale, bisogna ricorrere a tecnici esterni per ogni situazione o per la pochezza dei consensi di cui si dispone, la maggioranza parlamentare è una minoranza nel paese. Se domani vedessimo una maggioranza reale al posto dell’attuale uscita dalle manifestazioni di piazza del due giugno le cose sarebbero anche peggio. L’unico modo per evitare che quella maggioranza si gonfiasse era offrirle la testa del governo e coinvolgerla direttamente nella ricostruzione da fare. L’invito alla collaborazione esterna lo raccoglie solo Berlusconi che è già spacciato. Se non si compie un passo politico vero verso l’opposizione in tempo ancora utile non ci sarà modo di evitare il peggio, un governo Salvini Meloni uscito dalle urne, magari con il generale Pappalardo a supporto e questo mentre il paese è al disastro.