I dati immediati della coscienza

Uno scienziato francese dei primi del secolo scorso era convinto che nemmeno le cannonate fossero potenti come i dati immediati della conoscenza. Persino l’onorevole Sileri che è medico chirurgo ha visto quelli ospedalieri ed è rimasto fulminato. Qui il virus non ritorna ha detto. Hanno ragione al San Raffaele. Si è aperto dunque un dibattito nel governo? Sileri era il sottosegretario alla sanità che lamentava come il comitato tecnico scientifico gli nascondesse i verbali. Avessero solo nascosto quelli! Morale: il governo ha richiamato Sileri che con il posto a rischio è tornato in riga. I dati sono dati ma non dobbiamo fidarci. Dobbiamo tenere alta la guardia. Si sa che i grillini sono liberali come lo era Lafayette. Lo choc però è stato notevole persino il professor Galli ha tentennato balbettando questa è la coda del virus. La coda? Ma tre giorni fa non era il dorso? Hanno persino liberato Lopalco quello del ferragosto in salotto dei duecento mila malati in terapia intensiva. Quello del fiammifero del pagliaio. Non è che appare più tanto convincente. Se il governo ed i suoi scienziati dal primo momento avessero detto chiudiamo tutto si potrebbe anche credere alla forsennata campagna messa in atto, ma il virus che ha avuto i primi focolai a gennaio ha circolato liberamente fino al sei marzo. Con i treni pieni la Lombardia zona rossa si è diffuso in lungo e in largo. Per cui il pagliaio è già bruciato e al governo resta solo il fiammifero.