Il governo ha torto anche quando ha ragione

 Il governo ha ragione a dire che l’Italia non è un Lazzaretto. Vi sono intere regioni che del covid senza un impatto mediatico appena si sarebbero accorte, per non dire di coloro che ammalati sono stati a letto due settimane come con la più comune delle infuenze. Allo stesso tempo il governo dovrebbe chiedersi come mai la stampa internazionale e alcuni esponenti di paesi terzi si esprime così poco rispettosamente del nostro. Nessuno di questi paesi ha messo la protezione civile a capo dell’emergenza e nominato un team di esperti per la ricostruzione. Soprattutto nessun paese ha esasperato il risalto mediatico dei dati del covid preoccupandosi di analizzarli invece che strombazzarli. Inoltre vi sono paesi che hanno fatto gestire l’emergenza al ministero della sanità, lasciando in secondo piano il presidente del consiglio. E se tutti hanno chiuso i ristoranti non tutti hanno chiuso i Barbieri e comunque per la gran parte i governi democratici hanno chiesto ai cittadini di stare a casa non che li hanno rincorsi con le auto della polizia perché facevano footing o li hanno multati perché si baciavano per strada. Nessun governo di un paese democratico ha avuto un comitato tecnico scientifico che gli ha promesso 150 mila degenti in terapia intensiva in caso di riapertura. Le previsioni sbagliate del comitato hanno fatto il giro del mondo la notizia che gli ospedali sono svuotati no e questo perché il governo italiano sta ancora ad ascoltare tali scienziati che passano ora la giornata a misurare quanti centimetri ci devono stare tra gli avventori di un ristorante invece di venire licenziati. Di conseguenza in nessun governo occidentale c’è un ministro che propone una forza speciale per sorvegliare la popolazione. Morale, l’Italia contrariamente a quanto diceva il suo ministro degli esteri non è stata grazie al cielo un modello. Vi é da dire che nemmeno l’Italia di Mussolini pretendeva di esserlo. Per lo meno fino a quando Dino Grandi rimase alla Farnesina a spiegare che l’Italia era un’ eccezione che desiderava rientrare al più presto nel novero Delle democrazie occidentali. Questo spiega il credito di cui il fascismo godette per almeno dieci anni presso le capitali europee e quella statunitense, credito che il governo Conte ha già dissipato in tre mesi