Presentato il nuovo piano per la ripresa della Commissione UE

Next Generation EU fund oggi, ieri Recovery fund. La Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato oggi il nuovo Fondo che guarda alla ripresa e si spera finalmente ad un effetto leva sulla crescita dell’unione europea.
Davanti alla crisi Covid-19 la novità storica è nella strumento: obbligazioni della Commissione europeacon scadenza diversificate tra il 2028 e il 2058.
La presidente ha riconosciuto al Parlamento europeo, dove ha presentato il piano, la centrale di ogni decisione; solo al parlamento dovrebbe spettare l’ultima parola.
Dopo la proposta di Macron e Merkel, capi di stato e governo di Francia e Germania di qualche giorno fa, oggi si apre la possibilità rimborsare il debito con un aumento delle risorse proprie (digital tax e carbon tax).
Non è la prima volta in assoluto. Infatti la Commissione europea in passato ha emesso debito per azioni limitate per capacità e tempo come sostegno alla bilancia dei pagamenti di paesi extra euro. Ora i poteri di finanziamento potrebbero passare anche nelle mani della Commissione europea dove già abbiamo la Banca europea degli investimenti e il Meccanismo europeo di Stabilità.
A tal proposito proprio oggi il Consiglio direttivo della Bei ha approvato definitivamente la costituzione di un fondo di garanzia di 25 miliardi che permetterà l’erogazione di finanziamenti fino a 200 miliardi di euro utili alle Pmi per riattivare la liquidità per affrontare e, si spera, superare l’emergenza COVID-19. Lo strumento sarà quindi operativo a giorni e fa parte alla linea di credito attivata presso il MES di 240 miliardi e il programma Sure (100 miliardi) per finanziare la cassa integrazione – del pacchetto di interventi da 540 miliardi approvato lo scorso aprile dall’Eurogruppo.
Veniamo ai numeri del Next Generation EU fund.
Il Fondo sarà pari a 750 miliardi di euro. Un nuovo strumento che verrà associato al bilancio nel quadro pluriennale 2021-2027. La distribuzione dovrebbe essere di 500 miliardi di sovvenzioni e di 250 miliardi di prestiti. Si tratta di “una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”, ha scritto su Twitter il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni. All’Italia, secondo le informazioni raccolte da Reuters, potrebbero andare 82 miliardi in sovvenzioni e 91 miliardi in prestiti. A titolo di confronto, un altro paese particolarmente colpito dalla pandemia influenzale, la Spagna, riceverebbe 77 miliardi di sovvenzioni e 63 miliardi di prestiti. Gli ammontari finali dipenderanno dalla domanda.
Lo stanziamento complessivo proposto sarà di 2.400 miliardi di euro. Infatti il Fondo si aggiungerà ai 1.100 miliardi di bilancio pluriennale “riveduto”, per un totale di 1.850 miliardi di euro.
«Dieci anni fa – continua Gentiloni – abbiamo avuto la grande recessione, ora dobbiamo evitare la grande frammentazione, adottando strumenti comuni senza precedenti».
Durante la videoconferenza organizzata dal think tank europeo Feps, inoltre, Gentiloni ha dichiarato che “nonostante siano temporanee, sono certo che le misure” economiche prese dalla Commissione “lasceranno un segno nella storia dell’evoluzione del progetto europeo” perché rappresentano “un altro passo” verso strumenti fiscali comuni.
Gli strumenti che Bruxelles sta dispiegando per mitigare gli effetti della crisi, come il Sure, “non saranno senza conseguenze”, ha aggiunto il commissario, sottolineando che “per la prima volta in dieci anni” “abbiamo punti in comune” tra i rigoristi del Nord e i Paesi del Sud “legati a sfide comuni”.
L’economista premio Nobel Stiglitz a proposito del fondo ha osservato: “L’UE ha bisogno di un grande bazooka per affrontare questa enorme crisi” fatto di “prestiti e sovvenzioni”, perché “non ci sarà una ripresa forte se alcuni” Stati membri “non l’avranno”. Per rispondere alla crisi “nel breve periodo si deve trovare un modo per creare gli eurobond” perché “molti Paesi hanno già livelli di debito troppo alti e da soli non hanno le risorse”, ha spiegato Stiglizt, indicando poi che “nel lungo termine bisogna passare a una maggiore tassazione comune dell’UE con imposte come la web tax, la carbon tax e la corporate tax”. «Che le cose vadano bene in Europa è importante non solo per l’UE ma per il mondo intero, perché una risposta democratica comune è nell’interesse globale contro i modelli autoritari» di governo, ha aggiunto Stiglitz.
I mercati intanto hanno risposto positivamente in anticipo dopo le indiscrezioni. Tendenza favorevole sui mercati del reddito fisso, con lo spread BTp/Bund a 10 anni sceso sotto i 200 punti toccando un minimo a 192 punti (rendimento sotto la soglia dell’1,5%) per poi risalire a 199. Lo spread era a 190 punti il 7 aprile scorso.
Dopo il boom dell’asta dei BTp Italia (con scadenza a 5 anni e rendimento a 1,4%) che ha raccolto in 4 giorni (tra retail e istituzionali) la settimana scorsa poco più di 22 miliardi, sono stati assegnati in asta BoT a 6 mesi per 6,5 miliardi con una richiesta per 11,2 miliardi. Il rendimento medio ponderato semplice dei titoli è pari a 0,012%, in calo di 22 punti. Collocati anche BoT flessibili per 3,5 miliardi (6,5 mld la richiesta), con un rendimento medio dello 0,055 per cento.