A futura memoria

Perché? È la nostra domanda ricorrente, in ogni lezione, per ogni materia, davanti a ogni situazione. E lo domando a voi. Perché, oggi, è fondamentale conoscere la Storia e la cultura dell’Antica Grecia e della classicità? Nel frattempo che riflettiamo, mi è venuto in mente che, proprio nei giorni di “quarantena” forzata a casa e di misure restrittive, alcuni commentatori televisivi, in più occasioni, hanno utilizzato l’espressione “misure draconiane” necessariamente adottate dal governo italiano in questo momento. E così, d’un tratto, ho pensato agli studenti e alle pagine di Storia che abbiamo affrontato proprio incontrando le leggi di Dracone che, nel 621 a.C., diede alla città di Atene il primo codice di diritto penale, in cui si definivano i vari reati e le relative pene. Insomma, ovunque mi volti, anche in questi giorni così strani e particolari, emergono davanti ai nostri occhi elementi dell’attualità che rimandano alla Storia e alla cultura greca dell’antichità. Mi accorgo così, ancor di più, quanto la Storia greca sia dentro la nostra realtà quotidiana e quanto la cultura, il teatro, la filosofia, la politica, le istituzioni, il cielo stellato, la nostra vita di tutti i giorni siano immensamente attraversati dall’antica Grecia. Penso alle tante parole utilizzate in maniera frequente da scienziati e virologi, medici e giornalisti, che nelle ultime settimane si sono diffuse tra i cittadini e che rimandano a un linguaggio ormai divenuto comune perché adottato per spiegare quello che sta accadendo e per informarci sul morbo del “coronavirus”. Ebbene, molte di queste parole e anche altre, tantissime, che usiamo e conosciamo, perché appartenenti al lessico della lingua italiana, abbiano origine nel greco antico. Qualche esempio? Subito: pandemia, epidemia, patogeno, problema, psicologia, psichiatra, diaframma, antidoto, farmaco, chirurgia, nosocomio, geriatrico, cosmopolita, tecnocrate, decalogo, economia, etnia, cataclisma, panorama, ecc. Sono tutti vocaboli di origine greca e l’etimologia ci riporta alla Storia greca. Pensate soltanto ai termini che usiamo quando studiamo o analizziamo la nostra lingua: grammatica, cacofonia, metafora, acronimo, etimologia, calligrafia, ortografia, palindromo, sinonimo e tantissimi altri. Per capire chi siamo e il mondo che ci circonda è necessario capire il senso delle parole che usiamo e le parole determinano i nostri pensieri. Più è ricco il nostro vocabolario interiore e più sarà consapevole ed elevato il nostro pensiero, il nostro pensare, quindi il nostro agire. Ma non è soltanto questo. Tutta la nostra cultura odierna, italiana ed europea, occidentale, trova le sue origini in quel determinato momento storico. Qualsiasi argomento di attualità, cioè qualunque tema che ci riguarda in prima persona o sul piano collettivo, trova la sua spiegazione e le sue analogie con la Storia di quei nostri avi che, come ci narra il mito, scaturisce da Enea che prese sulle spalle il padre Anchise per sfuggire dalle fiamme di Troia. Tutto il nostro presente ha le sue radici in quella memoria e le questioni di allora assomigliano molto a quelle di oggi: dall’identità alla memoria, dalle malattie agli atti eroici, dalla questione degli stranieri all’immigrazione, dall’agroalimentare all’architettura, dallo spazio vitale alla conquista di nuovi spazi, dalla libertà alla schiavitù nei nostri tempi, dalle disuguaglianze alla povertà, dalla politica ai sistemi istituzionali, dalla democrazia alla tirannia, dai complotti alla piazza, dal diritto alle ingiustizie, dall’economia al commercio, dalla questione demografica alle guerre, dal teatro all’esistenza dell’essere umano, dalla sopravvivenza ai giochi olimpici. Sapere chi fossero e che cosa fecero Licurgo, Solone, Pisistrato, Clistene, Leonida, Pericle, Alessandro Magno, rileggere e capire la loro Storia, anche soltanto per comprendere il senso della memoria, il senso civico e civile, il coraggio, il diritto, la Bellezza, l’estetica, la poesia, la natura, il cielo, la paura, i sentimenti, gli enigmi, ci permetterebbe di aprire gli occhi sui grandi temi che riguardano l’essere umano di oggi, che riguardano la nostra esistenza, il nostro vivere, anche il nostro attuale vivere segregati dentro casa, la nostra esistenza ai tempi del “coronavirus”. Non ci credete? E dovreste crederci, invece. La cultura dell’antica Grecia, con il teatro e con i poeti, con gli storici come Erodoto e i grandi oratori come Demostene e con i pensatori immortali il cui elenco sarebbe troppo lungo, ci racconta il nostro presente e ci fa riflettere sul vero significato dell’amicizia, sui nostri vizi umani, sulle virtù da coltivare, sui fondamenti del diritto e delle leggi di Atene, sugli intrighi del potere, sulle pestilenze, sulle lotte intestine per la presa del potere e per il suo mantenimento, sulla nostra lingua e sui luoghi della nostra civiltà. Infatti, la Storia di Atene ci fa conoscere e riflettere sul significato originario di tirannide, monarchia, aristocrazia, democrazia, sulla scienza e sulla matematica, su Euclide e sulla geometria, su Pitagora e Archimede, sull’agorà come luogo dell’incontro, del dialogo, del commercio, della discussione e del dibattito civile e civico come dovrebbe essere oggi anche per la nostra piazza telematica e del web, che è debitrice dell’agorà greca.
Che lo si sappia oppure no.

Insomma, tutto il nostro mondo di oggi, tranne che per gli strumenti che cambiano, cioè tranne che per la tecnologia, presenta i medesimi fini, i medesimi scopi, i medesimi sentimenti umani, gli stessi problemi, le stesse problematicità di allora.
Ecco perché è fondamentale studiare la Storia di Sparta e di Atene, dei poemi omerici e di Socrate, Platone, Aristotele, soltanto per citare i più grandi e senza entrare nello specifico della filosofia greca: perché quella Storia e la cultura dell’Antica Grecia ci aiutano a capire quello che accade nel nostro presente, ci aiutano a vivere meglio, a capire chi siamo, a comprendere dove stiamo andando.
E si sappia: un domani, quando gli studenti di oggi saranno nel mondo degli adulti e del lavoro, a fare la differenza sarà la Storia, cioè tra chi conosce la Storia e coltiva la memoria e chi vive nell’oblio di un mondo senza passato e senza futuro, tutto immerso in un eterno presente che gli sfuggirà e che non capirà.