Lettera al Segretario Saponaro. Il campo liberal-democratico di fatto

In prima istanza mi preme anteporre un concetto ed esprimere il quadro regolamentale entro il quale a mio avviso ogni buon compagno di partito (per cui anche il sottoscritto), segretario, vice-segretario  nazionale, provinciale o regionale, membro delle direzioni, od anche da semplici tesserati, ci si dovrebbe tutti muovere. 

In un partito ed in particolare forse nel nostro, date le nostre origini e la cultura, è bene che si tenga  in mente che il metodo è quello democratico e costitutivo-statutario, di conseguenza ogni contraddittorio si esprime nel pieno rispetto della gerarchia dell’organigramma, in particolare del Segretario e della linea dettata dal suddetto al partito, alla quale si aderisce in ogni caso quando al di fuori dello stesso, oppure non si aderisce proprio al partito; ma per le stesse ragioni costitutive e culturali alla base di questa come di altre co-culturali famiglie politiche in ambito prima di tutto laico, e poi più specificatamente liberal-democratico, è utile anche stabilire, o meglio ricordare, dal momento che stabilito lo è stato in realtà già tantissimi anni orsono, come siano altrettanto necessari al naturale evolversi del dibattito politico interno, nondimeno allo scernimento delle idee, i contraddittori e le linee o idee politiche diverse; le quali possono ovviamente risultare avere differenti approcci alle cose pur mantenendo intatto  lo stesso quadro valoriale; questi stessi contraddittori infatti, alla luce del giorno ma chiaramente sotto forma di elaborazione interna, non possono fare altro dal contraddistinguerci e caratterizzarci qualitativamente in meglio rispetto ad altri. 

Come gli altri partiti di matrice repubblicano-liberaldemocratica, e forse più degli altri, celebriamo e ci identifichiamo nei valori di libertà e giustizia, nonché di rispetto e tolleranza, e  facciamo della ragione il baluardo della libertà dell’uomo civile e moderno, quella conquista ricelebrata a partire dall’illuminismo in massima misura, ma già manifesta a nostro vedere durante il rinascimento o perfino il tardo-medioevo.

È in questo contesto che cercherò quindi non di operare una critica alla segreteria, ma di stimolare  un dibattito su una questione a mio modo di vedere non di poco conto; e cioè della possibilità, la stessa che a volte sembra tanto remota ma che altre invece appare così palpabile nella realtà dei fatti e rispetto alle varie tematiche, di “familiarizzare e fidelizzare” con altre forze politiche affini e laiche.

Le forze politiche di cui parlo sono evidentemente le stesse oggetto della cronaca politica più attuale, in particolar modo relativamente alla questione giustizia; introdotta nei giorni scorsi sia da avvenimenti ed accadimenti politici e giudiziari, ma anche dalla mozione denominata “Enzo Tortora” portata in senato da +Europa con Emma Bonino proprio ieri; ad un certo punto, prima della quasi scontata inversione ad U di Renzi e di Italia Viva, probabilmente più giustificata dalla coscienza di scarsi consensi elettorali che da altro (se non da un classico atteggiamento renziano di mettersi nella posizione di “salvare o essere ago della bilancia”), si è avuto l’impressione che si potesse in qualche maniera coagulare, non per volere dei vari leaders ma per affinità di idee, una federazione tra partiti che hanno per riferimento un più lato ma stesso quadro di valori, che nel caso specifico veniva cronicizzato sul nodo “giustizia”, per cui anti-giustizialista e pro-diritto.

È inutile stare qui a ricordare la necessità, al di la delle nostre più partitiche aspirazioni, di combattere sul piano politico un fronte illiberale, giustizialista, populista, pauperistico, che non guarda alla responsabilità dei conti pubblici ed è anche marcatamente assistenzialista, nonché il più delle volte europeista soltanto a convenienza, e che si è venuto nei fatti a creare in maniera trasversale per effetto dell’asse  M5S- PD con altre componenti esterne al governo; viviamo la contraddizione di vederci vicini al centro-sinistra per motivi valoriali ma poi diametralmente opposti nei fatti e nelle scelte per effetto dell’ascendente M5S sull’intero governo.

Di fronte ad un contesto che ci vede diversi sia dalla destra illiberale che da un centro-sinistra alla deriva giustizialista-assistenziale, appare francamente semplice la deduzione che ancora più di ieri abbiamo necessità di continuare per la strada iniziata nell’area laica e contingente di +Europa e PSI, pur se dovessero esistere dei mal umori, pur non avendo riscosso il successo che speravamo alle regionali finora potutesi espletare, e poi fermate (e che sicuramente ne saranno anche condizionate) dal coronavirus; 

ed anzi vorrei comunicare al Segretario Saponaro e agli altri membri della Direzione Nazionale, che forse  più degli altri abbiamo l’obbligo, non essendo ancora forza parlamentare e quindi non pagandone ancora le costrizioni che questa condizione generalmente porta con se , per cui potendo rappresentare con coraggio una libertà e una idea di nazione veramente alternativa a questo marasma, di tentare piuttosto di lavorare perfino ad un allargamento di questo campo, che ci vede vicini ad esempio anche ad AZIONE di Carlo Calenda e ad altri satelliti del pianeta laico; il quale  proprio in queste ultime istanze, sia sulla mozione di +Europa che sulla questione FCA, mostra assai affinità repubblicana.

Inoltre, da poco più di umile iscritto al partito quale sono, vorrei porgere alla vostra attenzione che anche in senso strettamente strategico vale la pena di tentare di lavorare per questa strada; il definirsi di un campo alternativo liberal-democratico, estraneo come può essere solo con +Europa e con Azione a determinate logiche di palazzo, potrebbe risultare anche dal nostro canto una buona scelta per apparire all’elettorato in tutta la lucidità di intenti, bontà ed onestà che diciamo di avere ed in effetti abbiamo .

E sono sicuro che alla fine, quando il campo sarebbe sgombro dalle logiche del governo attuale, anche Italia Viva e grossi pezzi del PD sarebbero attratti di una federazione del genere, e non mi reprimo di pensare che perfino questa venga osteggiata oggi proprio per il potenziale che esprime.