In ricordo di Bianca Milesi Mojon

22 maggio 1790, Milano, nasce Bianca Milesi Mojon. Nata in una famiglia di ricchi commercianti, riceve la sua educazione in un convento di Firenze e nei monasteri milanesi di S. Sofia e S. Spirito. Donna colta, studia gli illuministi e compie numerosi viaggi in Italia ed all’estero per perfezionare la propria vocazione di pittrice per cui ha l’occasione di frequentare numerosi artisti e salotti culturali.
La sua casa milanese è tra i principali luoghi di ritrovo di patrioti e lei stessa partecipa attivamente all’attività cospirativa aderendo alla Società delle Giardiniere, una setta femminile animata dagli stessi principi della Carboneria. Femminista dichiarata, viene ricordata anche per alcuni suoi atti di sfida, come quando, tagliatesi le trecce e vestita con abiti di lana scura, gira per Milano con gli scarponi militari, un bastone e il Saggio sulla Tolleranza di Locke sempre sotto il braccio. Attenzionata dalla polizia austriaca, nel 1831 viene arrestata su delazione per aver tenuto contatti con esuli in Svizzera e ristretta brevemente in carcere. Costretta a lasciare Milano, vive a Ginevra, a Parigi, in Inghilterra ed a Genova dove si sposa con un medico ed apre il suo salotto agli ambienti mazziniani della città. Nel 1833 lascia definitivamente l’Italia e si trasferisce a Parigi, dove può frequentare artisti e si converte al protestantesimo. Colpita dal colera, muore l’8 giugno 1849, poche ore prima del marito, contagiato dalla stessa malattia che le sta curando.