Ogni regime che si rispetti

Nel j’accuse che il senatore De Falco, il comandante del torni a bordo a Schettino, lancia contro il governo, vi sono due date significative. La prima del 7 gennaio 2020 in cui vi sarebbero i primi casi di polmonite anonima segnalati a Cividare di piano, e poi quella del 9 gennaio quando il Centre disaese of control cinese avrebbe riferito dei primi casi di trasmissione di covid. Per cui i cinesi almeno il 9 gennaio lanciano un allarme che l’autorità sanitaria mondiale ignora e con lei tutti i paesi che ne dipendono, non il Taiwan quindi che infatti fa da se chiude i voli con la Cina e applica distanza e mascherine rifiutando l’isolamento. Per cui se De Falco sa cosa dice la Cina ha meno responsabilità di quante ne abbia avute l’Oms sul disastro perchè per lo meno ha denunciato il fenomeno in un arco di tempo in cui si sarebbe potuto controllare, quando l’Oms riprende l’allarme è già troppo tardi. Il problema nota De Falco è che dal 7 gennaio al 2 febbraio l’Italia non fa niente se non mandare mascherine mediche ai cinesi e non fa niente, perchè il suo consesso scientifico da Burioni alla professoressa Capua afferma che non c’è da preoccuparsi, è solo un’influenza, e c’è persino chi dice, è un’influenzina. L’unico scienziato di chiara fama che resta zitto è il professor Tarro, che parlerà solo a marzo, per dire che i suoi colleghi non capiscono niente e che il governo ha sbagliato pressochè tutto. Tarro è anche convinto che il virus non resista al caldo e che quindi stia sparendo di suo non per l’isolamento, e che la fase due si sarebbe potuta praticare dal primo momento, senza mettere in ginocchio l’economia del paese, dopo non aver capito cosa stava succedendo. In Lombardia Sala e Zingaretti si lanciavano nella movida di aperitivi che adesso ritengono pericolosa. Ora sei voi cercavate il profilo di Tarro sui siti internet appariva quello di un candidato al nobel per la scienza, per aver sconfitto con Sabin l’antipolo. Se lo cercate adesso vedete quello incredibilmente di un millantatore e di uno stregone che avrebbe persino lucrato sui suoi titoli accademici. Tanto che siamo alle querele. Come in ogni regime che si rispetti, se critichi il governo, diventi un criminale, per cui deve incominciare a temere anche De Falco.