Lo stato della giustizia in Italia ai tempi del nuovo processo cartolare. Gli avvocati chiedono l’intervento della Corte Costituzionale

«L’art. 83 del d.l. n. 18 del 2020, che ha introdotto il c.d. Processo Cartolare, è in contrasto con gli artt. 24 e 111 della nostra Costituzione». Esordisce così, l’Avv. Raffaella Romagnoli del foro di Latina, che è tra i primi in Italia ad aver chiesto alla Corte Costituzionale di dichiarare l’incostituzionalità del nuovo  processo c.d cartolare, inaugurato in tempi di Covid-19.

Ma riavvolgiamo il nastro della vicenda, per meglio comprendere quello che sta è accaduto. Viviamo in un tempo in cui le certezze che avevamo fino a qualche tempo fa, si dissolvono con disarmante facilità. Eravamo abituati, ad esempio, che la giustizia fosse amministrata nelle aule di udienza alla presenza di giudici, cancellieri, parti e avvocati. Ora se qualcuno si addentrasse nei Tribunali della penisola, si accorgerebbe di un malinconico deserto.

Dove sono finiti gli avvocati? E i giudici? Cosa mai sarà successo? Una spiegazione, in realtà, c’è! La tradizionale forma di amministrazione della giustizia, quella per intenderci con la presenza fisica in udienza di giudici e avvocati, è stata sostituita con la c.d. trattazione cartolare o da remoto. Ovvero con un processo, civile e penale,  che non si svolge nelle aule di Tribunale, ma mediante la modalità  telematica (udienza da remoto oppure scambio e deposito di note scritte). Quindi virtuale.

Ma è legittimo tutto ciò? Sembrerebbe di no. Infatti, la nostra Costituizone all’art. 111 prevede che “ogni processo si scolge nel contraddittorio dtra le parti in condizioni di parità, davanti ad un giudice terzo e imparziale”, e all’art. 24 stabilisce che : “(..) la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. Gli avvocati sono, fortemente, contrari allo svolgimento di questo tipo di processo. E hanno ragione. Infatti, ritengono che vi sia una notevole compressione del diritto  di difesa.

Raffaella Romagnoli, ha sollevato la questione ed ha  chiesto che del caso se ne occupi la Corte Costituzionale. Tutto questo proprio mentre in Parlamento, in queste ore, si discute sulla mozione di sfiducia avanzata nei confronti dell’attuale Ministro della Giustizia. Vedremo, aspettiamo il responso delle aule parlamentari e l’eventuale pronuncia, se la Corte sarà investita della questione, da parte della nostra Consulta.

La abbiamo intervistata.

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