Fusignani sulla mozione Tortora: «Un argine al giustizialismo forcaiolo»

Oggi in Senato verrà discussa la mozione “Enzo Tortora”. Si tratta un atto garantista ed anti giustizialista, presentato da Emma Bonino e Matteo Richetti col nome di uno degli emblemi più significativi dei mali della giustizia, del quale il 18 maggio è ricorso il 32 anniversario della scomparsa.

Scrive Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del PRI: «La sua approvazione segnerebbe un punto importante nella direzione di quel garantismo che è elemento indispensabile per una democrazia repubblicana, anche per evitare che i suoi valori di liberalismo democratico e sociale si diluiscano fino ad essere considerati orpelli dell’azione politica e giudiziaria. Non è un caso che, ancora una volta, questo sussulto di ripresa dello stato di diritto venga dalle forze politiche di ispirazione laica ed europeista.

Un sussulto che rappresenta un argine contro la fallimentare politica della giustizia del governo e del suo ministro in carica, Alfonso Bonafede.

Come Repubblicani dobbiamo contribuire a rafforzare questo argine e, per questo, sostenere questa mozione, anche per incalzare il PD, spronandolo a prendere le distanze da una politica della giustizia incarnata dal M5S e dal suo ministro Bonafede in maniera populista e forcaiola.

Siamo convinti che le garanzie delle libertà personali in Italia passino attraverso due aspetti imprescindibili: la Responsabilità civile dei Pubblici Ministeri, da un lato e, dall’altro, la divisione dell’Ordine della Magistratura in due distinti Ordini che separino i magistrati giudicanti da quelli inquirenti».