I Repubblicani toscani a Saponaro: «Naturale la collocazione nel centrosinistra»

La Direzione Regionale del Partito Repubblicano Italiano della Toscana, riunitosi via Webex il 03 maggio 2020, in vista nelle prossime elezioni Regionali, ha “discusso e ribadito la collocazione storica e naturale dei repubblicani nella coalizione di centro sinistra, al cui tavolo toscano il Partito è presente da tempo. Il PRI Toscano vive un momento prolifico di partecipazione e ricostruzione, grazie ad un ritrovato entusiasmo, rafforzato dal recente Congresso Regionale.
La Direzione Regionale ha dibattuto sulle recenti divisioni presenti nel PRI, soprattutto a seguito della consultazione promossa dal nostro Segretario sulla proposta di un governo delle larghe intese. Al Segretario, come all’insieme del gruppo dirigente, i Consiglieri della Toscana rinnovano la fiducia e l’invito a lavorare per una piena unità del partito. I Consiglieri della Toscana, che non hanno partecipato alla consultazione, hanno espresso alcune valutazioni sulla Nota politica del 02 maggio scorso apprezzando la sottolineatura sul fatto che il paese potrà affrontare la crisi economica dovuta al Covid 19 solo attraverso riforme strutturali, concetto che i repubblicani propongono da tempo, nel campo della pubblica amministrazione, delle politiche fiscali, dell’assetto istituzionale, della spesa pubblica, della questione morale. Questa è una linea che il PRI toscano intende portare avanti con convinzione e con il senso di responsabilità istituzionale “repubblicano” soprattutto oggi che viviamo una crisi sanitaria ed economica senza precedenti che comporta una trattiva dura nelle sedi europee.
«Il concetto, ripreso nella nota, delle “Larghe intese” è stato espresso più volte ma questa tesi non è mai stata declinata in un possibile percorso politico da renderne valida la prospettiva, sarebbe opportuno precisare i perimetri politici e le convergenze programmatiche per le riforme da fare nel paese, percorsi che al momento sembrano ipotesi aliene dal dibattito politico in corso. Infine, ci lascia contrariati il riferimento alla “linea Bergoglio-bolscevica”, un concetto ed un‘espressione non da partito laico, un linguaggio mai appartenuto allo stile dei repubblicani. Non disuniamoci al primo bivio ma agiamo in modo unitario, insieme al Segretario e tutto il partito lavoriamo per portare le nostre idee in platee degne dello spessore morale e politico del PRI».

Anche il segretario regionale Moreno Lorenzini ha scritto al segretario: «Caro Corrado risulta necessario programmare una riunione-web della Direzione Nazionale nella quale definire la piattaforma, risorse e data per celebrare un Consiglio Nazionale che restituisca al dibattito interno ed alla comunicazione esterna del PRI dignità politica ponendo fine alla confusione che regna tra i social, un segno concreto, una visione comune che riporti il partito su una linea politica leggibile ed al centro del dibattito politico del paese.
Dobbiamo lavorare per uscire dal condominio PRI ed entrare nel palcoscenico nazionale e l’ambiguità di posizioni espresse a rilettura della mozione approvata al 49° Congresso di Bari risulta un gioco che non mi vede certamente soddisfatto alla vigilia di un importante appuntamento politico. Il dibattitto è sinonimo di passione, partecipazione e idee ma dobbiamo veicolarlo in un progetto che abbia degli obbiettivi, a breve e lungo termine, altrimenti si alzeranno solo barriere dando luogo a personalismi che depauperano gli ideali e progetti repubblicani».