Fca, la sinistra non riesce a dare risposte

Avanti popolo alla riscossa di FCA vogliam le ossa! Ebbene sì negli anni a cavallo fra i il secolo passato e l’attuale la Sinistra italiana ha teorizzato che la nostra generazione, e quelle successive, desideravano il precariato, ha attuato politiche che hanno destrutturato le regole del mercato del lavoro, ha permesso la crescita dei profitti e della rendita mentre la remunerazione dei lavoratori si riduceva drasticamente, e, giusto per essere coerenti, nell’ultimo provvedimento legislativo, il mitico Decreto Rilancio, ha aderito alle richieste di Confindustria neutralizzando l’IRAP per tutte le imprese i cui ricavi sono al di sotto dei 250 milioni.
In questi giorni però il vicesegretario del PD Andrea Orlando ha riscoperto la vocazione operaista scagliandosi contro la ex FIAT, l’azienda ha infatti chiesto di beneficiare del Decreto Liquidità. Si tratterebbe di un prestito di 6,5 miliardi a scadenza triennale, contrattato con Intesa Sanpaolo, che dovrebbe essere garantito all’70% dal Fondo di Garanzia SACE, il decreto infatti prevede questa procedura per le grandi imprese che superano 1,5 miliardi di fatturato.
A quanto pare è una vergogna che un’azienda con sede all’estero fruisca di denaro pubblico, certo un vero scandalo! Premetto che non ho alcuna particolare simpatia per l’azienda, a Torino, la città in cui vivo, rimane veramente poco del grande insediamento produttivo che fu, solo cinquemila addetti varcano ormai i cancelli di Mirafiori, e sono tifoso del Toro quindi la gens Agnelli mi è pure antipatica, ma non si può non constatare che, volendo evitare che questa circostanza si verificasse, sarebbe bastato scrivere diversamente la norma invece di agitarsi ora, o a nessuno fra coloro che hanno lavorato alla stesura del testo di legge è venuto in mente che la più grande industria che opera in Italia potesse valutare utile ricorrervi?
L’argomentazione risolutiva sarebbe che FCA non paga le tasse in Italia e non è più italiana. Sul secondo argomento nulla quaestio, effettivamente FCA non ha più nulla di italiano, e la sua quota di mercato in Italia ormai non vale più del 25%, inoltre ha dismesso Magneti Marelli e anche Comau probabilmente finirà sotto il controllo di capitali asiatici, cinesi in particolare, forse per questo i novelli Marco Polo, folgorati sulla nuova Via della Seta, non hanno trovato da ridire fin ora sul progressivo depauperamento di asset industriali in un settore da sempre strategico nel nostro Paese.
Tornando al merito, il finanziamento in questione ha come obiettivo garantire la liquidità per i pagamenti ai fornitori di FCA Italia, un complesso sistema di 10.000 imprese che operano nei diversi livelli della fornitura e della subfornitura, l’azienda in Italia occupa ancora circa 86000 addetti, considerando complessivamente il settore automotive, SACE ha la possibilità di condizionare la garanzia alla destinazione delle risorse, condizioni a cui sarà tenuto anche Carlos Tavares, il manager portoghese attualmente alla guida del gruppo PSA e probabile CEO del nuovo gruppo che nascerà dopo l’integrazione con i francesi.
Insomma molto rumore per nulla, demagogia di una sinistra che, purtroppo, non riesce da decenni a dare risposte al suo blocco sociale di riferimento ed oggi monta una questione sul nulla, dimenticando che il populismo di sinistra può imboccare le stesse tortuose strade di quello di destra.