Il Vicario torna a scrivere al Segretario del PRI e ai consiglieri nazionali

«Cari amici, le recenti situazioni legate all’emergenza Covid-19 hanno impedito lo svolgersi del normale confronto politico tra di noi. Ciò nonostante, pur nelle difficoltà di questi ultimi mesi, si è sviluppato nel Partito un vivace dibattito a partire dalle posizioni espresse al Congresso regionale siciliano dall’amico Giorgio La Malfa, riprese poi da quotidiani nazionali e, successivamente, anche dalla lettera del Segretario nazionale pubblicata sulle pagine on-line del quotidiano La Stampa». Così, dopo l’intervista di ieri alla nostra testata, Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del PRI, ha scritto al segretario Corrado De Rinaldis Saponaro, ai vicesegretari nazionali, ai segretari regionali e ai Consiglieri Nazionali.

«Il ricorso da parte del Segretario ad un’inusuale consultazione referendaria tra i Consiglieri Nazionali sulla sua posizione politica, ribadita in una lettera a Il Foglio, non ha spento il dibattito. Anzi. Prese di distanze dalle proposte del Segretario e dal metodo “referendario” utilizzato si sono succedute infatti col passare dei giorni.

Alla mia prima lettera in cui esprimevo perplessità di merito e di metodo si sono aggiunte manifestazioni convergenti da parte di Federazioni, gruppi di amici e singoli repubblicani. Ricordo gli articoli dell’On. Giorgio La Malfa, le posizioni espresse dal medesimo insieme all’amico Massimo Andolfi, il documento dell’On. Niccolò Rinaldi, quello degli amici della Direzione Regionale della Toscana, la posizione degli amici della Federazione di Ravenna, le posizioni espresse dal Segretario della Consociazione romana Michele Polini, il documento a firma Babini, Ballestrazzi, Collura, Gambi e Lelli, oltre a numerose prese di posizione espresse sui social.

Esiste quindi un comune denominatore, come ho sottolineato anche in una recente intervista a L’Iniziativa Repubblicana, che costituisce la premessa per un’importante lavoro di prospettiva e che spinge a valutare positivamente tutto ciò che unisce in luogo delle polemiche che dividono».

«Il tutto», chiude Fusignani, «a beneficio del PRI e per difendere l’Edera dagli scenari che si stanno delineando, in un momento decisivo per il futuro del Paese e del Partito che richiede uno sforzo comune per avere il massimo di unità. Si tratta di una convergenza tanto più rilevante perché esprime l’indispensabile consapevolezza di tutelare le legittime aspirazioni del PRI in vista degli importanti appuntamenti elettorali, regionali ed amministrativi, che attendono il Partito».