Polini: «La nostra storia è più forte di ogni polemica e di ogni divisione»

Il Segretario del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro ha espresso in più occasioni la sua linea, che resta ferma. Governo di unità nazionale, con a capo Draghi, dopo l’emergenza. Ma sullo sfondo c’è un’ombra, anzi due: Lega e Fratelli d’Italia. Giorgio La Malfa, lo ha ripetuto in tutte le lingue e in tutte le salse: può il PRI anche solo pensare a un’alleanza di questo tipo? Certo, è qualcosa di prettamente ideale, ipotetico, simbolico, ognuno usi l’aggettivo che vuole perché in realtà il Pri non siede al momento in nessun tavolo. Una questione di principio, diciamo così. La Malfa lo ha detto a Catania, lo ha ripetuto ultimamente in molte interviste. Il patrimonio storico del Pri non è compatibile con questo centrodestra. E a chi gli ha fatto notare che proprio lui portò all’alleanza con il centrodestra, La Malfa ha risposto che quello fu un centrodestra a trazione Forza Italia, questa è una destra a trazione Salvini. Un po’ quello che ha osservato anche il vicesegretario vicario del PRI Eugenio Fusignani, l’ultima volta appena ieri: «Possiamo dialogare con tutti sui singoli temi. La mozione congressuale ci impegna all’interno di una vasta area di centro, quella liberal-democratica, laica, ed è lì che dobbiamo concentrare i nostri sforzi». Bisogna anche fare un grande lavoro in termini di identità e cultura. «Siamo un partito che ha i suoi valori, abbiamo 125 anni. E il nostro naturale interlocutore è il centrosinistra».  Posizione più o meno condivisa da Moreno Lorenzini e dalla Toscana tutta, che al dibattito ha dedicato un incontro online.

Intanto oggi si è allargato il fronte della discussione, con un documento a firma di Luisa Babini, Saverio Collura, Paolo Gambi e Renato Lelli. Anche qui, qualche bacchettata al segretario, ma una concessione: «Si è discusso molto poco nei luoghi deputati»· Che vuol dire: dobbiamo tornare a parlarne nei luoghi deputati, cioè in Consiglio Nazionale, al più presto, quando l’emergenza lo consentirà.

«Draghi o un dialogo con il centrodestra? Sono ipotesi molto remote ma certo, bisogna valutare di volta in volta in base a programmi condivisi», dice Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI. «Dobbiamo parlarne serenamente. La nostra storia è più forte di ogni polemica e di ogni divisione». Lo abbiamo intervistato.

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