I Giovani e la Formazione Culturale. L’esempio della Federazione Giovanile Repubblicana

La formazione culturale giovanile è un compito che, tradizionalmente, spetta a quelle formazioni sociali c.d. classiche quali sono, ad esempio, la famiglia e la scuola. A dire il vero, anche i partiti politici, in alcuni casi, assolvono a tale compito.
È al loro interno che si formano e si selezionano le migliori risorse, cioè quella che è definita la c.d. classe dirigente di un paese.
Sappiamo bene, che, l’irrompere sulla scena politico-costituzionale dei partiti politici è uno dei caratteri distintivi del passaggio dallo Stato liberale allo Stato democratico di massa ovvero, riprendendo il pensiero di Giannini, dallo ‘Stato monoclasse’ allo ‘Stato pluriclasse’.
Alcuni studiosi – ad esempio, G. Leibholz – hanno esplicitamente parlato dello Stato democratico come di uno ‘Stato di partiti’, intendendo con ciò un ordinamento nel quale sono proprio i partiti politici i soggetti protagonisti della determinazione dell’indirizzo politico di maggioranza.
È indubbio la formazione di una classe dirigente all’altezza, è il tema centrale per ogni paese. È necessario che ai giovani sia tramandata una tradizione culturale.
I giovani hanno bisogno di cultura.
In questa prospettiva, una concreta possibilità d’incontro tra i giovani e la cultura viva della tradizione, è senz’altro l’esperienza, molto efficace, della Federazione Giovanile Repubblicana.
Si tratta di un’esperienza attraverso la quale si va oltre la semplice “trasmissione del sapere”, per perseguire una meta di grande rilevanza, rispetto alla fase storica in cui viviamo, e cioè sottrarre la gioventù dalle angustie dell’identità apparente verso una consapevolezza e coscienza di sé su solide basi culturali di coscienza e pensiero critico.
In questa prospettiva la FGR è, soprattutto, attività di formazione culturale, filosofico, economico e sociale dei suoi giovani aderenti.
Ciò è realizzato mediante il confronto con le idee e il pensiero di altre realtà formative, e mediante lo studio e l’approfondimento di quelle figure che hanno gettato le basi del pensiero Repubblicano, quali ad esempio Giuseppe Mazzini, Randolo Pacciardi, Federico Caffè, Ugo La Malfa e Giorgio La Malfa e Giovanni Spadolini.
Personaggi di rilievo, che hanno inciso in modo significativo sul pensiero Repubblicano, a partire dal 1895 – anno della fondazione del partito – sino a oggi.
Ricordiamo, infatti, che il Partito Repubblicano Italiano affonda le proprie radici politiche nell’idea del repubblicanesimo (ideale presente da sempre in Italia e ravvivato nel periodo delle cosiddette repubbliche giacobine), con i suoi riferimenti ideali e culturali nel Risorgimento. Per la precisione esso trae origine nel filone democratico, mazziniano, radicale e rivoluzionario, i cui massimi rappresentanti sono stati Giuseppe Mazzini, Carlo Cattaneo, Carlo Pisacane, Aurelio Saffi e per un certo periodo anche Giuseppe Garibaldi.
Insomma, la FGR rappresenta un momento importante nel percorso di formazione culturale dei nostri giovani, a prescindere, se poi si scelga oppure no, di intraprendere anche un percorso politico.
E allora, l’invito è rivolto a tutti i giovani dai 17 a 28 anni di mettere da parte per qualche tempo cellullari e smarthphone, e ritornare alle buone letture formative, tra le quali consigliamo I Doveri dell’Uomo di G. Mazzini, e Gli scritti sull’economia contemporanea di F. Caffè.
Abbiamo intervistato Francesco Subiaco, membro della Federazione Giovanile Repubblicana di Roma.

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