Una questione semplice

Il governo Conte bis aveva il compito di ricucire per quel che poteva i rapporti con l’Unione europea compromessi dal governo Conte uno e soprattutto evitare un’interruzione traumatica della legislatura in una situazione economica sfavorevole al paese. Si sperava che la personalità di Conte che era apparsa, parliamo di un personaggio quasi completamente sconosciuto alla maggioranza degli italiani, capace di un certo buon senso, fosse in grado di costituzionalizzare un movimento 5 stelle che aveva dato segnali di compatibilità incoraggianti verso il sistema democratico occidentale, ad esempio l’elezione del presidente Ue von der Layen. Un governo di tale fatta che non era certo maggioranza nel paese e che anzi escludeva il primo partito emerso nei voti regionali e nei sondaggi, non era certo un governo, anche per il basso profilo ministeriale, in grado di fronteggiare un’emergenza come quella del coronavirus. Non era nemmeno immaginabile pensarlo, tanto è vero che il presidente del consiglio davanti al primo focolaio esploso in Valseriana il 3 febbraio asseriva pubblicamente e come suo costume in televisione che l’Italia non correva alcun rischio, era pronta all’emergenza. Dopo queste parole passate tre giorni d’accordo con la Regione Lombardia, chiudeva la Valseriana. Ora i paesi che hanno fronteggiato con successo il coronavirus in termini di morti e anche di malati, hanno chiuso tutto subito al primo caso isolato, come la Grecia, oppure posseggono davvero una sanità eccezionale, come la Germania. L’Italia non era invece pronta in nessun modo sul profilo sanitario, tutti gli scienziati che oggi dicono chiudetevi in casa, usate le mascherine dicevano, che si trattava di una semplice influenza. Per la verità gli scienziati ancora non hanno capito con che cosa abbiamo esattamente a che fare e riuniti in un consesso telematico pochi giorni fa hanno asserito che il virus circola ancora e come ha detto anche Fauci dall’altra parte del mondo che non vi sono le condizioni per una riapertura in sicurezza. Di conseguenza l’unica ragione dell’isolamento era evitare il collasso delle strutture sanitarie già provate e non la sconfitta del virus, per cui i principali paesi democratici hanno avuto misure molto più morbide di quelle italiane dove due giovani che si baciavano per strada sono stati denunciati e multati. Questo lo stato del Paese che come non ha saputo affrontare la chiusura non ha idea di come affrontare la ripartenza e pensa che la democrazia repubblicana si ristabilisce come Brenno pensava di liberare Roma, con l’oro. Solo che temiamo che il governo non si renda nemmeno esattamente conto dello Stato delle casse dello Stato, tanto da non aver ancora accettato il Mes. In compenso promette soldi a tutti, che non si sa quando arriveranno, se mai arriveranno. Davanti ad uno spettacolo di questo genere che oggi vede contro il governo schierati persino i medici delle società di calcio, prima si abbatte questo governo, prima si cerca una strada vera per rimettere in marcia il paese.