Silvia non sembra che la dica giusta

È bastato un giorno perchè si scatenasse una contrapposizione, una specie di guerra di dichiarazioni ed opinioni nel caso di Silvia Romano. La prima notizia che la giovane sequestrata si era convertita all’Islamismo durante la sua prigionia, era stata accolta con almeno un titolo volgarmente ostile e certamente inaccettabile. Che ritornata fra noi Silvia Romano non possa svolgervi il ruolo della Santa martire è logico che dispiaccia a chi del martirio degli altri ha sempre fatto oggetto di venerazione. Ma oggi possiamo dire che anche a chi non avrebbe mai voluto valersi del martirio di Silvia di fronte al suo atteggiamento disinvolto nei panni della musulmana ortodossa, giustamente provoca fastidio e non può certo meritare consensi.
Che la sua conversione sia stata unicamente finalizzata a salvarsi la pelle ed a rendere meno pesante la prigionia, avrebbe dovuto darsi per scontato, ed oggi di fronte ad una certa ostentazione di entusiasmo per questa sua nuova religione possiamo ipotizzare molte ragioni che potrebbero spingere la ragazza a non lasciar trapelare il motivo “pratico” della sua abiura del Cristianesimo e dall’accorrere tra i fedeli di Maometto. Può eventualmente farlo per tutelarci da ulteriori pericoli che un’organizzazione come quella della jihad può creare anche per i prigionieri come lei rilasciati. Può, magari, evitare contrasti e polemiche sue personali che potrebbero danneggiare altri, perchè pare che altri ce ne siano sequestrati dalla stessa organizzazione criminale.
Si è insinuata, guarda caso ad opera della Procura della Repubblica, l’ipotesi di una complessa operazione sostanzialmente truffaldina, ma i sospetti delle Procure non sono sempre regolati dalla moderazione e dal buon senso. Probabilmente nei giorni che seguiranno saranno gettate in campo notizie ed ipotesi che varranno a rendere più acre la discussione in proposito. Certo è che Silvia Romano non mi pare, per quello che io ho potuto leggere e farmi leggere sui giornali, abbia rivolto ai suoi liberatori ed ai cittadini italiani, che in situazioni come quelle attuali hanno sborsato ben 4 milioni di euro per la sua salvezza, quell’apprezzamento e quella riconoscenza che anche chi ha motivo di attendersi protezione e sforzi del proprio Paese di fronte a pericoli come quelli di chi è sequestrato a scopo di estorsione, dovrebbe avere un minimo di buon gusto di non dimenticare. Grazie quindi ai rapitori jihadisti che poco c’è mancato che siano stati da lei osannati come dei gentiluomini preoccupati del suo benessere. Non una parola per Diplomatici, Agenti di Polizia, Funzionari vari italiani che hanno anche rischiato la vita per lei. Se l’altro giorno il titolo di Libero mi aveva turbato per un’inammissibile durezza, oggi devo dire che uguale turbamento sento per l’atteggiamento di questa nuova Santa musulmana.
Così vanno le cose. Così in Italia si conquista la simpatia della stampa o di parte di essa.