Cosa non ha funzionato nella vicenda della liberazione di Silvia Romano

La liberazione di Silvia Romano, ad opera dei nostri apparati di sicurezza, fa parte di quegli accadimenti della vita che vale la pena di raccontare. Perché la vicenda di Silvia è una vicenda, soprattutto, un fatto umano. Per coloro i quali non avessero seguito la storia, ricordiamo che Silvia Romano viene rapita il 20 Novembre del 2018 a Chakama, a circa 80 km da Malindi, in Kenya. Silvia era in quei posti come cooperante di una missione umanitaria. Trascorre la sua prigionia nella zona di Bay, in Somalia dove nel frattempo è stata trasferita, e per un periodo viene, addirittura, rinchiusa in una grotta. Il 5 maggio 2020 viene liberata dai suoi rapitori, consegnata ad un intermediario, e trasportata dalla regione del Jubaland fino a Mogadiscio.  Il giorno 8 Maggio viene consegnata a Mogadiscio ai nostri apparati di sicurezza.            

Nel nostro paese, terminata la commozione del momento, l’opinione pubblica si è trovata divisa tra chi è favorevole e chi non lo è, a sborsar denari per la liberazione degli ostaggi che si trovano nelle mani dei loro rapitori. A dir il vero, il tema non ci affascina.  Non prenderemo parte alla querelle mediatica che si è scatenata nelle ultime ore.  Per noi esiste il valore delle vite umane, ed il problema dei rapimenti a scopo di estorsione, che non riguarda solo l’Italia, non può essere affrontato in modo isolato dal singolo Governo; ai problemi globali è necessario dare risposte globali.

Una domanda ci appare, però, opportuna. Era necessaria una così eclatante esposizione mediatica del rimpatrio di Silvia Romano?  A nostro avviso sarebbe stato più opportuno un minore clamore, e sul punto anche altri commentatori la pensano alla stessa maniera.

Per due ragioni. La prima è quella già citata del ritorno propagandistico per i terroristi. La seconda: per proteggere i nostri servizi segreti. La diretta televisiva ha rischiato di dare pubblicità al codice di registrazione (la targa) del Falcon in uso all’Aise, un dato sensibile attraverso il quale si può risalire senza troppa difficoltà ai suoi spostamenti e comprendere quali siano le operazioni in corso” – cit. Le Formiche del 11.05.2020 articolo di G. Carrer- 

Sul tema della liberazione di Silvia Romano stamattina sul giornale online Italia Israele Today  è stato pubblicato un interessante articolo a firma di Gerardo Verolino. Lo abbiamo intervistato.    

Ascolta l’intervista