Il “nuovo” MES: pronto il modello di richiesta

L’ Accademia dei Lincei in uno studio su “La crisi Covid e la possibile svolta per l’Ue” diffuso oggi ha valutato il vantaggio in termini di risparmio di interessi “troppo cospicuo per rinunciare al MES (Meccanismo europeo di stabilità)”.

Rispetto a un tasso sui Btp decennali italiani pari all’ 1,83% (calcolato all’8 maggio), infatti il ricorso al MES assicura un guadagno nel costo di finanziamento pari allo 1,73% annuo, cioè, su un finanziamento fino a 36 miliardi, fino a più di 600 milioni di euro annui, che cumulati sui dieci anni rappresentano un vantaggio troppo cospicuo per rinunciarvi.

36 miliardi è il limite richiedibile per l’Italia, pari al 2% del PIL (2019).

Come affermato oggi dal MES la pandemia ha cambiato le prospettive per l’economia europea e globale ed è chiaro che una profonda recessione in Ue è inevitabile con un drastico crollo del Pil nel 2020 e una graduale, sebbene incompleta, ripresa nel 2021. Inoltre, la crisi ha fatto aumentare nettamente il peso sulla sanità, e la pressione sui conti pubblici e sui mercati finanziari. La successiva ripresa dal collasso pandemico dipenderà in modo cruciale dalle azioni sanitarie e dalle risposte economiche puntuali. Di conseguenza, tutti gli Stati e le istituzioni europee stanno prendendo azioni decisive per mitigare l’impatto della crisi, all’interno delle loro rispettive competenze.

Il MES ha pubblicato il formulario con cui chiedere gli aiuti della nuova linea di credito, che sarà siglato tra il governo interessato e la Commissione europea che agisce per conto del MES.

Addio al vecchio Memorandum nel nuovo accordo andranno dettagliate le spese sanitarie: “Possono includere la parte della spesa pubblica destinata alla sanità direttamente o indirettamente legata all’impatto del Covid sul sistema, nel 2020 e nel 2021” come previsto dal nuovo modulo denominato “Response plan”.

Tre i paragrafi dell’accordo da sottoscrivere in caso di richiesta.

“La sola condizione per accedere alla linea di credito – è affermato nel primo – è che gli Stati che chiedono il sostegno si impegnano ad usarlo per sostenere il finanziamento dei costi diretti e indiretti di sanità, cura e prevenzione, legati alla crisi del COVID-19”.

Il secondo paragrafo definisce i contorni delle spese sanitarie coperte dagli aiuti, ma senza definirle nel dettaglio, mentre il terzo è ad uso degli Stati che chiederanno gli aiuti, perché è lì che vanno elencate tutte le spese da coprire. Una nota a margine aggiunge qualche elemento: valgono, tra le altre, la spesa per gli ospedali, centri di cura e riabilitativi, ambulatori, diagnostica, farmaceutici, prevenzione, amministrazione sanitaria, e cura a lungo termine.

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha commentato le preoccupazioni espresse da alcuni politici italiani sul debito e sul Mes definendole “ingannevoli”. “Vediamo invece cosa sta accadendo in realtà”, ha detto Dombrovskis riferendo alla sospensione del Patto di stabilità, alla maggiore flessibilità per i bilanci degli stati membri Ue in termini di deficit e sul fatto che per il MES, “come deciso dall’Eurogruppo” l’unica condizione è che le spese vadano per la sanità.

Ricordiamo anche che l’‘Italia è stato il primo Paese a presentare una richiesta al Fondo di solidarietà europeo per il sostegno, per la pandemia. Lo ha annunciato la settimana scorsa la Commissione europea. A marzo la Commissione aveva cambiato il mandato per ampliare lo scopo degli aiuti anche alle questioni che riguardano l’emergenza sanitaria. Dal 24 giugno verranno valutate le domande presentate come un pacchetto, per poi presentare gli aiuti finanziari al Parlamento e al Consiglio europeo. Il mandato del Fondo di solidarietà europeo, di solito dedicato all’assistenza in caso di disastri naturali, è stato ampliato per aiutare a finanziare le spese per aiuti sanitari. La Commissione europea si “prenderà il tempo per un’analisi accurata” e per “fare in modo che la distribuzione degli aiuti” sia equilibrata. I tempi del finanziamento “realisticamente” sono dopo l’estate.