Considerazioni di un incompetente

Quando dico agli amici che non capisco nulla di economia, non lo faccio per schernirmi, ma perchè è la verità. Il mio disinteresse per il marxismo a cui fui iniziato giovanissimo nasce dalla lettura del manoscritto economico filosofico, che mi parve un’assoluta sciocchezza. O scrivi di economia o scrivi di filosofia, a mischiare le due cose fai solo confusione, quella che fece Marx. L’economia invece che squadernare la realtà con dati e grafici, mi pare crearne un’altra. Ad esempio il Mes. Come si fa a pensare che il Mes possa essere senza condizioni? È esso stesso una condizione per eccellenza, per il solo fatto che paesi terzi ti diano del denaro, o ti ti facciano erogare del denaro, manco lo capisco esattamente, anche fosse a tassi zero. Tu vieni condizionato da questa erogazione proprio in quanto ti viene erogata e in maggiore misura se lo è gratuitamente, significa che il legame fra chi eroga è chi riceve è più forte. Con il che non capisco il dibattito che si svolge sul Mes, che non dovrebbe avere condizioni. Ma ancora meno capisco la polemica sul rigore. Non c’è modo che mi entri nella testa che il rigore possa essere disgiunto dall’investimento. Il rigore è la base dell’investimento, altrimenti hai l’avarizia di Arpagone non il rigore e così senza il rigore, non hai investimento, hai lo sperpero di Dimitri Karamazov. Quello che è certo è che politiche di rigore all’Italia non ho mai visto farle, se non negli anni dell’austerity ed era il 1975 e se poi le ha fatte al tempo del governo Monti, be troppa acqua di scialo è passata sotto i ponti. Prendo solo il caso Alitalia, sulla base dei dati, anche un incompetente come me capiva che volerla salvare nel 2001 era un azzardo. Ma volerlo fare nel 2013 era un crimine. Per cui non so come considerare un’ ipotesi di rifinanziamento nel 2020. Io ho letto Keynes, ma ho letto anche il più modesto Luigi Einaudi, il quale faceva presene come l’investimento sbagliato non produce niente se non altro debito e lo dimostrava esempi alla mano. Per quel poco che capisco, capisco Saverio Collura, del rapporto italo tedesco e dell’importanza che non cessa mai di dargli. Io sono infatti convinto che Italia, Germania e Francia, debbano stare strettamente correlate fra loro, discutere, litigare, ma tenendo saldo il punto di una spaccatura è di non ritorno. Perché se l’Europa franco tedesca è un pasticcio, non c’è un’Europa possibile senza un’intesa fra Francia e Germania e l’Italia che molla l’intesa franco tedesca, non è che trova l’Inghilterra o gli Usa sprofonda nei suoi vizi di sempre, o più facilmente si disgrega.