Quando Edoardo Sylos Labini portò in scena Mazzini

Nel panorama culturale italiano Edoardo Sylos Labini è un personaggio che sicuramente non passa mai inosservato. Come si legge, infatti, nella sua biografia Edo Labini è “attore, autore teatrale e editore”. Ma andiamo per ordine. 

Il pubblico teatrale, ad esempio, l’ha apprezzato come   protagonista e interprete di molti personaggi storici del nostro paese, da Nerone, Italo Balbo e Giuseppe Mazzini.   Riguardo a quest’ultimo, Edo Labini sembra particolarmente affezionato, tanto da dedicargli una trilogia di opere teatrali quali   L’urlo di Mazzini, Disco Risorgimento e La meravigliosa avventura della Repubblica romana, per il 140° anniversario di Roma Capitale.

Quest’ultima è un’opera che racconta di un Giuseppe Mazzini che nel 1848, dopo diciassette anni di esilio a Marsiglia torna a Milano, perché era stato  costretto a fuggire perché condannato a morte dall’esercito Savoia.  Il 1848 come tutti ricordano fu l’anno della prima guerra d’indipendenza. I moti rivoluzionari in cui il popolo divenne Sovrano.  Fu un’esperienza straordinaria che, però, dopo qualche mese fallì, e Mazzini con gli altri patrioti fuggì da Milano alla volta di Roma, dove intanto il popolo aveva cacciato papa Pio IX, proclamando la Repubblica, e lì fu chiamato a governare.  Quella della Repubblica rappresentò però solo una parentesi di pochi mesi, fino all’arrivo dei Francesi che restituirono la capitale al pontefice. Mazzini fuggì ancora una volta. Il Risorgimento è una pagina importante della nostra Storia Patria, e la figura di Giuseppe Mazzini, insieme con altri importanti patrioti, rappresenta un fulgido esempio di capacità e visione politica.

Nel 2018 Labini ha fondato l’associazione culturale Cultura Identità e nell’anno seguente è editore dell’omonimo giornale, la cui direzione è affidata ad Alessandro Sansoni. Il mensile si propone, nel panorama editoriale italiano, come un laboratorio d’idee culturali. 

Nel sito sono descritti gli obiettivi editoriali quali, ad esempio,  liberare la cultura dal regime di menzogne del politicamente corretto, dalle soggezioni conformiste della lobby radical chic e dalla globalizzazione dei cervelli, e Incentivare il ritorno in Patria degli intelletti italiani dispersi all’estero per costrizioni economiche.

Lo abbiamo intervistato.

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