Le vittime del terrore

Quando Taine si mise a scavare fra gli archivi del Terrore in Francia per elaborare i dati sulle vittime del tribunale Rivoluzionario dalla sua istituzione alla sua fine, si preoccupò di riportare con estrema cura dei più di quindicimila condannati lo stato sociale. Egli sapeva esattamente quanti fossero aristocratici, quanti borghesi, quanti operai le età il sesso, le professioni ed anche che uno era un cane ed un altro un pappagallo portati alla ghigliottina. Per cui potrebbe essere che tempo 50 anni qualcuno come Taine sappia dirci esattamente una cosa che sarebbe stata utile sapere delle vittime della pandemia in Italia, ovvero lo stato sociale e le professioni, perchè di questo nonostante i bollettini sui numeri dei decessi nessuno si è preoccupato di informarci. È trapelato un solo dettaglio i l’Italia ha avuto il maggior numero di morti fra i medici curanti, più di cento. Visto che i guariti stanno ai morti tre a uno è quindi plausibile che vi fossero almeno trecento medici infettati, un dato impressionante a dimostrazione di come il nostro sistema sanitario non fosse pronto all’emergenza. Davanti a questa ecatombe con relativi decessi dei medici che avrebbero dovuto evitarla, sarebbe per lo meno interessante appurare la ragione per la quale il premier sia andato in televisione il tre febbraio a dire che non c’era ragione alcuna di temere la Pandemia, che l’Italia era pronta per ogni emergenza. In tutte le conferenze stampa tenute dal presidente del consiglio non c’è un solo giornalista che gli abbia chiesto, scusi professor Conte su che basi se ne è uscito con quella dichiarazione? Ora può essere che il presidente del Consiglio non sapesse di che parlava, fosse andato in televisione un po’ alticcio e risposto a caso. Oppure invece con il grande scrupolo che caratterizza il professor Conte egli si fosse debitamente informato e qualcuno nell’ambito del governo o dei suoi preziosi consiglieri tecnico scientifici, gli abbia detto di stare tranquillo che si era in una botte di ferro. Ad esempio Burioni, quello che ora si dovrebbe candidare a miss Italia, disse sempre in televisione la stessa cosa, non corriamo alcun rischio. Il governo disponeva di un asso nella manica a riguardo, ovvero la nomina del vicedirettore dell’Oms Ranieri Guerri da parte del ministro Lorenzin nel governo Renzi. E Ranieri Guerri era il responsabile della prevenzione sanitaria nazionale, colui che ha fatto allestire il piano per le regioni di prevenzione 2014, 2018. Nessuno meglio di lui era adatto per avvisare il governo, guardate il piano che ho fatto elaborare è a prova di bomba. Sono però passati due anni dal piano e potrebbe essere che Ranieri Guerri, che è sicuramente uno scienziato esperto e scrupoloso, abbia detto magari dategli una controllata. Nel caso non l’abbia detto, un ministro della Sanità accorto ed intuitivo come Speranza, potrebbe averlo pensato, in due anni serve una registrata, chessò ci saranno ancora mascherine? Oppure c’è un protocollo per la pandemia? Che caspita fa un pronto soccorso se si trova un covid 19? E se mai Speranza non fosse in grado di elaborare simili domande, possibile che non lo sia una mente acuta come quella di Conte? In quale condizione effettiva si trova la sanità regionale nel caso di una pandemia? Siamo in grado di avere un quadro? Abbiamo contattato i governatori, Zingaretti, se non Zaia? Pensate Zingaretti che gli abbia risposto al governo, siamo prontissimi, ho persino eliminato il Forlanini che non serve. Per questo Conte era così sereno. La serenità di un governo, dove l’imbecilleria è stata tale da trapassare direttamente in criminalità.