Corte tedesca, ultimatum alla Bce. «Non ci saranno conseguenze pratiche»

La sentenza della Corte costituzionale tedesca sul programma d’acquisto di titoli di Stato varato dalla Bce nel 2015 non mette in discussione la stabilità dell’Italia. O almeno non subito. Lo ha spiegato bene Federico Fubini sul Corriere della sera: «I giudici di Karlsruhe non accolgono i ricorsi contro gli interventi nel mercato dei titoli di Stato da parte della Banca centrale europea e non obbligano la Bundesbank a interrompere immediatamente la propria partecipazione. Ma la sentenza della Corte tedesca di questa mattina non è un via libera incondizionato, tutt’altro.

Al contrario, è un fattore che aggiunge per il momento un serio elemento di incertezza sulla possibilità per la Banca centrale europea di proseguire, così come sta facendo, l’attuale programma di acquisti di titoli di Stato da 750 miliardi di euro legato all’emergenza della pandemia».

I mercati hanno reagito in maniera tiepida, nonostante lo spread tra Btp e Bund sia risalito di circa sei punti base a 250. Le prime reazioni politiche sono state, va detto, rassicuranti. «In questi giorni difficili la moneta unita e la politica monetaria comune ci tengono uniti in Europa», ha detto il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz.  «Sono certo»,  ha detto il Ministro Gualtieri, «che il chiarimento da parte della Bce avverrà in tempi rapidi, e la sentenza non avrà alcuna conseguenza pratica, consentendo alla Bundesbank di continuare ad acquistare titoli di Stato tedeschi nell’ambito del precedente Pspp».

Ieri sull’argomento è intervenuto Giorgio La Malfa su Radio Radicale. Noi abbiamo intervistato Saverio Collura, membro della direzione del PRI.

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