Tre risposte a Massimo Andolfi

Massimo Andolfi, ha rilasciato una lunga intervista a L’Iniziativa Repubblicana in cui pone tre domande ai repubblicani per contestare la politica del segretario nazionale e giustificare la visione di cui scrive in coppia con La Malfa. Nella mia vita ho sempre pensato che una riflessione ha forza o meno per le cose che esprime non se la si decora con un nome prestigioso, quindi rispondo ad Andolfi personalmente non per conto di qualcuno.

La prima domanda che Andolfi pone è questa: le elezioni del 2018 hanno fatto registrare la vittoria di populisti e sovranisti e quindi il PRI che ha espresso critiche al governo Lega- 5s che è poi sfociata in una crisi di governo provocata da Salvini, sfociata in questo governo PD e 5S che sta governando benino e che può, con la seconda fase governare meglio, deve avete il sostegno del PRI perché la Lega perde qualche punto, i 5S regrediscono il PD è stabile quindi dobbiamo continuare a sostenere questo governo ed investire sul PD o farlo cadere e prefigurare uno scenario in cui la solidarietà nazionale a guida Draghi come dice il segretario Saponaro, potrebbe bloccare questo trend di calo dei sovranisti e dei populisti.
A me sembra di sognare perché intanto dal 2018 ad oggi si è votato due volte una alle europee e la Lega ancora al governo ha auto il 34% dei consensi e i 5s hanno dimezzato i loro. La Meloni ha raddoppiato i voti. E il PD ha preso una sonora sconfitta dimezzando i voti. Alle regionali il PD ha mantenuto a stento l’Emilia-Romagna è perso tutte le altre a vantaggio del cd a guida Lega con la Meloni che raddoppia anche rispetto alle Europee e i 5s che subiscono una nuova sconfitta. Ma si può impostare una linea politica di un partito delle tradizioni del PRI sui zero virgola della Lega o della Meloni, del PD o di FI ? O non dobbiamo invece chiederci per quale ragione questo è avvenuto?

Perché caro Andolfi col tuo ragionamento noi dovremmo sentenziare che il popolo italiano non è sovrano? Che il voto dei cittadini italiani non è democratico perché vota la Meloni e Salvini? Siamo diventati comunisti? O la Repubblica è un patto sociale con regole condivise che unisce il paese e sopratutto che spetta alla sovranità popolare decidere chi merita consenso? Se poi, la Meloni era nel PDL in cui venivano eletti Giorgio La Malfa e Nucara, per la precisione all’indomani delle elezioni Nucara creava il sottogruppo PRI presso il gruppo misto e La Malfa rimaneva nel PDL , chiedendo anche che il PRI si sciogliesse nel PDL, adesso non va più bene è diventata una sovranista, pericolosa? E La Malfa quando faceva il ministro alleato con la Lega di Bossi secessionista in Italia era una situazione più accettabile di chi solleva problemi contro questa Europa dei banchieri e di politiche che affamano 12 milioni di europei, consentono paradisi fiscali, consentono la violazione sul commercio all’interno della Ue? Riservano alla Corte suprema tedesca il veto che agli altri paesi non è consentibile, perché il giudizio lo danno i governi, consultati i parlamenti. Sono le politiche sbagliate che hanno alimentato il successo di certe forze politiche. Confondere le cause con gli effetti porta, poi, a credere che occorra isolare gli effetti per risolvere il problema mentre occorre cambiare le cause, cioè le politiche sbagliate per contenere o eliminare gli effetti. Pensare che sbaglino gli elettori in democrazia e in Repubblica dove l’esercizio del voto è libero è “eversivo” non certo repubblicano.
Questo fa il paio con il ritenere che le Alleanze con USA e Israele debbano dipendere dalle simpatie verso il presidente eletto o meno. O non si debba rispettare la libera scelta di quei popoli sapendo che chiunque vinca starà dalla parte della difesa della libertà e della democrazia nel mondo e contro i regimi totalitari.

Seconda domanda se la crisi è talmente grave che nessuno può farcela da solo conviene indebolire il governo mentre si riunisce la Corte Suprema tedesca per decidere sul QI e quindi una decisione che è importante per il nostro sviluppo? Intanto già il fatto che una politica della banca europea necessaria ad impedire attacchi speculativi, cui la Germania ha partecipato peraltro, sia non una decisione dei governi europei, ma debba essere sub iudice di un organismo nazionale la dice lunga su che cosa è oggi l’Europa. Ma pensare che sia colpa delle opposizioni se il governo PD, LEU, 5S, IV, si presenta con 3 se non 4 posizioni diverse sul MES è sugli eurobond è roba talmente puerile che non merita nessuna spiegazione perché è chiara ai repubblicani. Invece va spiegato ai repubblicani
e agli italiani perché un governo di incapaci, di semi golpisti, di filocinesi e russi dovrebbe essere più unito e credibile di un governo di solidarietà nazionale a guida Draghi? Dove non sarebbero tollerate le fughe in avanti gli estremismi, che chiuderebbe la stagione degli odi e creerebbe le condizioni per lo sviluppo del paese e un nuovo terreno di confronto democratico?

Rispondo di passaggio alla terza domanda e cioè se l’Italia secondo i repubblicani deve per la ricostruzione seguire una politica di espansione dei consumi individuali o invece puntare a una sorta di politica dei redditi come indica Prodi che punti agli investimenti. Intanto come Prodi abbia inteso la politica dei redditi, degli investimenti e monetaria i Italiani lo hanno pagata sulla loro pelle. Prodi, Bazoli, gli ex DC, il Papa e i 5s di Di Maio e Di Battista pensano alla Cina. Prodi ha suggerito una sorta di nuova Iri che coi capitali della cdp investa nelle società decotte pubbliche e private e divenga quello stato imprenditore e assistenziale che piace al cattocomunismo, al populismo e alla carità misericordiosa di Bergoglio. Il reddito di solidarietà è ciò che questo governicchio ha in testa. Ha affamato l’Italia senza nessuna strategia di immissione della liquidità necessaria, come dice Draghi, E userà gli eventuali finanziamenti per dare sussidi altro che investimenti. L’unico che dà garanzie è Draghi. Infine, se l’Europa non è politica e non lo diventa, se l’Europa è divisa la colpa non è delle minoranze cosiddette sovraniste, ma di chi avendo la possibilità di farlo non lo fa perché da questa Europa trae dei vantaggi come la Germania & co. Inoltre Orban che è il più sovranista, anzi nazionalista, milita nel PPE partito in cui la leadership è della Merkel. Far credere che se non si fa l’Europa la colpa sia di Salvini e della Meloni, lo trovo non all’altezza di un pensiero democratico.
Gli USA vogliono un’Europa forte e unita per contrastare la politica aggressiva della Cina. Sono le divisioni e la debolezza dell’Europa che costringono Trump a una politica di consultazioni bilaterali. Se l’Europa fosse uno Stato Federale con un governo federale e non una commissione, anziché incontrare, la Francia, la Germania, l’Italia etc. Trump incontrerebbe l’Europa.
Questa Europa non ha una politica estera. Molti suoi stati aderiscono alla NATO ma non ha una politica estera. La direzione quasi egemonica della Germania e della Francia si tengono le mani libere per commerciare, per armarsi. Ma la politica delle mani libere non è considerabile una politica estera che non comporti conseguenze.
La politica di Alleanza Atlantica non è stata solo un’ alleanza di protezione militare, ma fondamentalmente una scelta di civiltà, di paesi democratici che non hanno mire espansionistiche o di potenza. È stata una scelta che ha consentito di sconfiggere la minaccia comunista sovietica e la minaccia del terrorismo islamico.
Se invece di rafforzare questa alleanza Atlantica ognuno si ritiene libero di rapportarsi con la Cina comunista, che è il paese che minaccia più di tutti ogni regola, commerciale, di copyright, di sicurezza spionistica, financo di occultamento di pandemia se non di guerra batteriologica, di mancanza delle più elementari libertà individuali e sociali e la libertà di informazione. Se questa Europa commercia liberamente con la Cina, addirittura l’Italia firma il cosiddetto patto della via della seta vuol dire che questa Europa rifiuta l’alleanza strategica con i paesi dell’alleanza Atlantica. Quell’alleanza di paesi che ha garantito pace, sviluppo, indipendenza, libertà e democrazia per un’avventura delle mani libere che può significare cedere hub, infrastrutture alla Cina in cambio di qualche sostegno e finire per diventare un protettorato cinese in Europa. Con tutto quello che ne consegue sul piano delle libertà e dell’indipendenza.
È una politica che può andare bene all’Italia e sopratutto ai repubblicani? O invece un partito che ha le nostre tradizioni occidentali e atlantiche non deve cogliere un ragionamento di geopolitica internazionale che rende strategica ancora una volta l’Italia?
Mi spiego il piano Marshall fu possibile fra USA e paesi europei che vi parteciparono, perché la ricostruzione e il rafforzamento dell’Europa costituivano un punto fondamentale di contrasto alla politica di potenza sovietica. L’Italia in particolare era la linea di confine fra occidente democratico e mondo comunista. Oggi questo ruolo non esiste più, ma l’Italia rappresenta la piattaforma logistica ideale per la penetrazione dei commerci cinesi verso il nord Europa e verso le materie prime ed energetiche dell’Africa. Cioè un ruolo geo politico strategico. Come vogliamo far valere questo vantaggio? Verso la Cina e l’avventura o verso una rinnovata Alleanza Atlantica? Per un’ Europa politica che si forma e rinnova un’alleanza con la civiltà occidentale e democratica e può rinegoziare maggiori spazi o per l’avventura cinese? E ancora, se la Germania non vuole l’Europa per mantenersi le mani libere noi rimaniamo gregari in una Europa senza politica estera o stringiamo un’ Alleanza Atlantica rinnovata con un nuovo piano Marshall con chi ci sta a livello europeo? I repubblicani devono mantenere il sogno degli Stati Uniti d’Europa ma di fronte al pericolo di un’Europa che rimane monetaria, che non si dà una costituzione, che non unifica le politiche fiscali, che non programma lo sviluppo e la solidarietà aspettare gli eventi e prendersela coi sovranisti non è all’altezza di uomini come Mazzini che pensò all’alleanza dei partiti democratici mondiali per un’ Alleanza mondiale dei paesi democratici pur avendo il sogno degli Stati Uniti d’Europa. Di Sforza che capì subito la necessità di legare l’Italia all’occidente, nel momento in cui il PCI se andava al potere avrebbe scelto l’Urss. Di Ugo La Malfa che combatté l’Europa delle patrie di De Gaulle, antagonista degli USA, di Pacciardi che voleva la Costituzione Americana anche in Italia, di Reale o di Spadolini che a Sigonella fra Craxi filo Arafat e contro USA si schierò con gli USA ed Israele. La politica dei repubblicani italiani è una politica autonoma, non di rimessa, utilitaristica a seconda degli schieramenti. È questa la ragione per cui al di là della qualità degli uomini che la testimoniano la nostra tradizione è l’unica che sopravvive nel tempo. L’autonomia di pensiero e di concezione istituzionale ed ideale, di educazione e di senso dello stato, di rispetto delle regole e del giudizio della sovranità popolare che va interpretata non negata finché è libera.