Tale e quale a Silla

In un’ intervista ad un quotidiano il presidente del Consiglio ha spiegato che i provvedimenti del governo avvengono nell’ambito di una cornice costituzionale delineata dal voto unanime dello Stato di emergenza, due i soli contrari, da parte del parlamento, fino al 31 luglio. Quello che il premier non dice è che il testo votato è talmente confuso che potrebbe sorgere nel caso migliore, il dubbio se tratti dell’emergenza del provvedimento piuttosto che dello Stato d’emergenza. Nel caso peggiore il Parlamento non si rende conto di cosa ha votato altrimenti non si capiscono i richiami fatti al premier, da parte della sua stessa maggioranza, di coinvolgere il parlamento, dopo che questo ha proclamato lo Stato d’emergenza. Lo Stato d’emergenza infatti sospende il parlamento, non fosse che la nostra costituzione, come ha sottolineato il presidente della Consulta, non prevede lo Stato d’emergenza. Se poi guardiamo alla filosofia costituzionale del governo, come è stata annunciata sommariamente come sua consuetudine a mezzo stampa, essa non presume lo Stato d’emergenza, ma una visione per la quale sul parlamento prevalgano le condizioni di salute. In pratica. stando a questa interpretazione della Carta, se la salute è garantita, il parlamento funziona regolarmente, se questa invece è minacciata, non possiamo permetterci il parlamento. Purtroppo per il governo è esattamente il contrario, è il parlamento che decide della salute della cittadinanza, e senza il parlamento non c’è nessuna salute. Per ovviare ad una situazione così intricata, fu il problema che si trovò a fronteggiare la Francia una volta datasi una costituzione liberale ma subito in guerra, il governo deliberò lo stato e le leggi di emergenza solo attraverso l’ausilio del parlamento, per quanto fosse tempisticamente proibitivo e anche se con metodi più che discutibili, si attenne scrupolosamente alla missione democratica che la nazione si era assegnata. Chi invece ottenuti i poteri dello Stato d’emergenza dalle mani del Senato chiuse il Parlamento e fece unicamente di testa sua, fu Silla nella Roma antica. Va detto che Silla, unico caso nella storia, restituì i suoi poteri appena conclusa l’emergenza per ritirarsi a vita privata. Ma escluso quello di Silla, tutti i governi del mondo, una volta estromesso il controllo pubblico, usurpano l’autorità sovrana. Ora accanto a Silla c’è anche Conte governo per il popolo, ah sì, vi sarebbe solo da dire che Silla rimase in sella piuttosto a lungo.