Massimo Andolfi: «Tre domande ai Repubblicani»

«Gli economisti conoscono bene il lungo strascico di difficoltà che lasciarono dietro di sé le due grandi crisi dell’ultimo secolo, quella del 1929 e quella del 2008. Ma per il Coronavirus vi sono buoni motivi per ritenere che la ripresa economica sarà più rapida di quanto oggi si pensa». Così Giorgio La Malfa questa mattina sul Quotidiano Nazionale (Nazione, Carlino, Giorno).

«Dipende soprattutto dall’evoluzione dei contagi se la riapertura delle attività produttive non riaccende l’epidemia, la normalizzazione della vita economica ci riserverà sorprese positive. Tre ragioni fanno pensare a una situazione diversa dalle esperienze del passato. La prima è la reazione dei Governi e delle banche centrali. Nel 1929 e nel 2008 le autorità si illusero a lungo che il sistema si sarebbe curato da solo. Oggi invece hanno deciso da subito di sostenere le famiglie e le imprese. La seconda è che nel 1929 e nel 2008 la crisi determinò un crollo delle aspettative degli imprenditori: constatando che la domanda si era fermata ci volle molto tempi prima di convincerli a ripartire. Stavolta non si è fermata l’economia: sono state le esigenze della sanità a imporre l’arresto. Le aspettative non sono crollate. Ci sono imprese – basta pensare al comparto della sanità che constatano una forte domanda. Ma in genere tutta l’economia sa che chi produce vende. La terza riguarda le abitudini dei consumatori. Oggi può sembrare che i consumatori ridurranno i loro livelli di consumo perché hanno meno soldi e perché in queste settimane hanno imparato a non consumare. Non è così. Le abitudini dei consumatori si formano lentamente e cambiano lentamente. Le riduzioni improvvise dei redditi sono assorbite dai risparmi e solo dopo molto tempo dai consumi, mentre una crescita inattesa del reddito inizialmente non influenza i consumi. Appena le condizioni sanitarie lo consentiranno, i consumatori torneranno alle loro abitudini consolidate di consumo e di impiego del tempo libero l’economia ripartirà di slancio».

Sull’argomento abbiamo sentito Massimo Andolfi, membro della direzione nazionale del PRI. Si è parlato anche della posizione espressa dal segretario nazionale. «Ci sono tre aspetti sui quali si riflettesse», commenta Andolfi. Ecco quali.

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