Le ragioni della solidarietà nazionale

È per lo meno preoccupante che all’interno del nostro partito esponenti qualificati ed autorevoli sembrino non comprendere le ragioni di solidarietà nazionale che sottendono la proposta avanzata della segreteria. Eppure se non si è esperti del tema della politica di emergenza dello Stato discusso dai più grandi costituzionalisti occidentali dal tempo del Secondo trattato sul governo di Locke fino a il Contratto sociale di Rousseau, e dibattuto nel corso dell’Assemblea legislativa francese nel 1792 da Brissot e Condorcet, vale l’esperienza. Dopo aver approvato la legge Reale, fu necessario un governo di solidarietà nazionale, perchè la legge Reale, violava dei principi costituzionali e la maggioranza semplice che l’ approvò venne tacciata di incostituzionalità, per non dire, di fascismo. Era dunque indispensabile che una parte dell’opposizione, la più considerevole e partecipe alla stesura della costituzione, fosse coinvolta nella maggioranza di governo per convalidare sul piano democratico gli atti dovuti all’emergenza, come avvenne poi con il referendum abrogativo dove il Pci sostenne il mantenimento della legge. Oggi che non si tratta più della gestione dell’ordine pubblico nelle strade ma dell’insieme delle attività vitali di ogni cittadino, si ritiene di poter procedere che una maggioranza semplice, che fra l’altro da tempo non è nemmeno più la maggioranza reale del paese, e che procede con una legislazione estranea ai principi fondamentali della costituzione a cominciare da quelli relativi alla libertà di circolazione dei cittadini per finire a quelli di associazione. Com’è possibile non comprendere che il governo sia completamente incostituzionale e costituisca un precedente di lesione gravissimo della libertà Repubblicana? Se occorre perseguire una tale politica di emergenza occorre un coinvolgimento più vasto del parlamento, che non significa presentare i dpcm una settimana prima, ma un governo poggiato su una base parlamentare più estesa, un nuovo governo. Che le forze politiche parlamentari estranee alla costituzione non se ne accorgano, le opposizioni sono responsabili di questa situazione quanto e come la maggioranza, è plausibile. Che non se ne accorga il Pri e la dirigenza del Pri è inammissibile, soprattutto dopo il richiamo del presidente dell’Alta corte che ha ricordato come la Repubblica non prevede una legislazione d’emergenza come quella che sta attuando il governo senza nemmeno il supporto del parlamento. È importante sconfiggere il virus, ma bisogna evitare di sconfiggerlo devastando la democrazia repubblicana, l’unico risultato concreto a cui stiamo assistendo.