La volpe nel pollaio

La richiesta del Capo dello Stato di indicazioni chiare e ragionevoli è rivolta ad un governo che sinora ha fatto esattamente l’opposto. Non c’è niente di meno chiaro che la promessa di una fase due annunciata e di fatto declinata mentre si annunciava. Non c’è niente di più irragionevole con un mondo del lavoro posto allo stremo dal lockdown di promettere date di riapertura che si spostano continuamente in avanti. Se gli scienziati che il governo ascolta sono seri indichino un tempo nel quale considerano i rischi per la salute pubblica ridotti ed esauriti, ed il governo li valuti come ritiene opportuno. Il problema vero è che gli scienziati non ritengono che questi rischi possano esaurirsi, anzi sono convinti che si ripresentino domani per poi magari dirci che saremo più deboli perchè l’isolamento riduce le coperture immunitarie. Negli altri paesi dell’occidente si cerca una cura per poter riprendere le attività normali, in Italia sembra che il problema sia di evitare un contagio che non si possa evitare. Da qui la paralisi del governo tanto che fossimo nei suoi panni cambieremmo gli scienziati, perchè vorremmo sapere qualcosa di più sul virus di quanto ci dicano invece di come comportarci noi. Il problema è anche legato al fatto che non tutte le Regioni sono state colpite nel medesimo modo e comunque le reazioni sono state diverse. L’olocausto promesso nel mezzogiorno grazie a Dio non si è visto. Non si comprende per quale motivo il governatore Santelli dovrebbe continuare a segregare le persone con zero morti. Tra l’altro le misure della Santelli sono completamente nelle regole prescritte di distanza fra le persone e rivolte ai ristoranti ed i bar all’aperto. Le reazioni di cui sono state oggetto da parte del ministro Boccia confermano che questa personalità non è in grado di esercitare un ruolo di governo di alcun tipo. Ma anche il governatore del Veneto che pure ha fronteggiato una situazione ben più grave, ha dimostrato di sapere come trattare la pandemia molto meglio di come l’ha trattata il governo e lo scriviamo dopo aver polemizzato non poco per le dichiarazioni rese da Zaia in frangenti tanto delicati. Onore a chi dimostra di saper affrontare i problemi, ma per saperli affrontare occorre innanzitutto la volontà di lasciarseli risolti alle spalle. L’impressione disarmante è che invece il governo italiano ed il premier si ritrovino, nel perdurare dell’emergenza senza soluzioni praticabili e nel continuo rinvio della normalità, come una volpe nel pollaio.