«Ecco perché ho denunciato Giuseppe Conte e il Governo»

Da tempo, ormai, i dati sanitari sono parecchio confortanti ed è ora, quindi, che i decisori politici si apprestino ad affrontare la crisi economica che già palesa tutti i suoi effetti devastanti. Gli elementi della crisi sono, ormai, tristemente noti, il crollo della domanda interna, un export in sostanza fermo, le tasse da pagare solo sospese e non annullate, e soprattutto una sostanziale incertezza sul futuro.
È vero, però, che in fase due molte attività riprendono con le dovute cautele, ma ce ne sono altrettanto altre che resteranno ancora chiuse.
Per evitare il disastro economico, l’unica strada percorribile, in un bilanciamento tra esigenze sanitarie ed esigenze economiche, sarebbe di sostenere economicamente le imprese con iniezioni di liquidità.
Ad oggi ai proclami annunciati, ben poco si è realizzato. C’è da registrare che le misure adottate sono insufficienti. Si rischia la paralisi, questo è il vero tema. Tema lanciato da quasi tutti i commentatori economici.
In questa situazione, molta curiosità ha suscitato l’iniziativa lanciata da un imprenditore napoletano, Roberto D’angelo, che ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica nei confronti del governo, ma in generale di tutta la politica del nostro paese.
L’imprenditore è molto conosciuto in città e la sua azienda opera nel settore delle nuove tecnologie, rende evidente le criticità che hanno caratterizzato l’attività politica in questi ultimi mesi, le quali, a suo avviso, sono: la mancata attuazione di un piano nazionale per i tamponi, le stringenti limitazioni alle libertà democratiche e l’insufficienza degli aiuti economici messi in campo dal governo.


Nel suo esposto si legge tra l’altro: «Dopo cinquantanove giorni di domicilio coatto in quarantena presso le proprie abitazioni, la sera 26 Aprile 2020 il Governo Italiano, nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, Sig. Giuseppe Conte, ha comunicato che continuerà a privare i sottoscritti della libertà di circolazione, di lavoro, di relazioni sociali, costringendoli ancora a stare chiusi in casa.
Il Governo, nonostante questa grave sospensione di libertà costituzionalmente garantite, non sta assolutamente provvedendo all’effettuazione dei necessari esami (cd. tamponi) per accertare lo stato di salute dei cittadini e lasciarli finalmente liberi di uscire e riprendere le proprie normali relazioni sociali e attività economiche stress mentale e fisico che attanaglia gli scriventi e le loro famiglie hanno raggiunto livelli
insostenibili e qualsiasi cosa possa a loro accadere, nel fisico, nella mente e nel patrimonio, dovrà essere ascritta a questa lunga condizione di fermo.
L’impossibilità di ritrovare un minimo di benessere psicofisico priva i sottoscritti, come
imprenditori, come professionisti, come artigiani, come ristoratori, come lavoratori dipendenti ed autonomi, della forza e delle idee necessarie che servono a progettare il futuro loro e dei loro figli. Non serve a nulla consigliare, come pleonasticamente ripetono gli esponenti del Governo, i cd. esperti assoldati per la circostanza ed politici che lo sostengono, di fare ginnastica o altri diversivi e passatempi. Gli scriventi dormono poco e non hanno nemmeno le forze di fare ginnastica e voglia di giocare e distrarsi! La loro migliore ginnastica è la possibilità di relazionarsi con l’esterno, con le persone, con i clienti, con i concittadini. Questo Governo, con i suoi divieti e le sue inadempienze, gliela sta negando!
».

E ancora: «Lo stress che sta provocando nelle loro case sta annientando i rapporti tra i conviventi, con il rischio probabile di distruggere molte famiglie. Molti psicologi e psichiatri, in pubbliche dichiarazioni, hanno ben spiegato cosa significhi e quali rischi corrono persone costrette a vivere in questa condizione. È una condizione insostenibile vedersi privare della libertà, un atto grave e assolutamente disumano e spietato soprattutto dopo tanti giorni in cui i sottoscritti hanno accettato e rispettato ogni condizione restrittiva imposta loro». Insomma, un diffuso sentimento di malessere. Senza nemmeno particolare attenzione per la salute dei cittadini. Non ci sono stati screening, e in tutte le fasi c’è stata solo disorganizzazione

.
Per non parlare del danno economico provocato dalla chiusura del Paese. «Ora è compito della Politica occupare gli spazi con decisioni che consentano una ripartenza economica che da anni aspettiamo. Lo abbiamo intervistato.

Ascolta l’intervista