Progetto repubblicano per la Toscana

Un nuovo incontro dei repubblicani in Toscana, introdotto e moderato online dal segretario regionale del PRI Moreno Lorenzini. In apertura un’articolata analisi della situazione politica e amministrativa a Viareggio. La riflessione si è mossa dalla complessità del presente, sia a livello nazionale che locale. Metodo, innanzitutto. «L’emergenza ci ha costretto a ‘informatizzarci’ ed è una cosa importante perché vedersi, sentirsi, confrontarsi ci permette di sviluppare idee e programmi». L’obiettivo principale è quello delle regionali. La radicalizzazione nel territorio serve soprattutto a questo e non è facile perché solo da novembre si è ripreso il filo. Si potrebbe persino andar da soli, a sviluppare bene la capacità organizzativa, approfittando del fatto che occorrono meno firme per la presentazione delle liste. Oppure si potrebbe guardare altrove, intessere alleanze, magari sul modello dell’Emilia Romagna, con +Europa. Prove di dialogo possibili con Renzi, Calenda, con i socialisti e il PLI. Aperta anche la questione di Toscana nel cuore, di Volt e di Italia in Comune.

Si è parlato però anche della linea politica e dell’imbarazzo con cui il PRI Toscana ha vissuto la posizione espressa dal segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro sul governo di unità nazionale, che è un tema tipico delle destre e che risulta un po’ urticante a una forza, come quella repubblicana, di ben altra matrice. «Il segretario fa male a insistere su questa linea. Abbiamo letto cose forti, che non sono nella cultura e nella sensibilità di Saponaro che mai avrebbe usato per esempio l’espressione ‘linea Bergoglio-bolscevica’».

Sono intervenuti Pietro Martelli, Luciano Spigliantini, Roberto Cattaneo, Alberto Fausto Vanni, Niccolò Noberti, Giorgio Giorgi, Giovanni Cali, Andrea Lelli, Niccolò Rinaldi.

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