Un governo rivoluzionario fino alla fine della Pandemia

Gli atti del governo sono illegali ed incostituzionali, ma la sfrontatezza del premier è legittimissima. L’unica cosa che gli ha votato il parlamento il 24 marzo scorso, senza capire cosa votasse, è infatti lo stato di emergenza, e lo ha votato all’unanimità escluso Sgarbi ed un altro deputato a cui andrebbero fatti due monumenti, ma alla memoria. Ora sulla base dello Stato d’emergenza prorogabile fino al 31 luglio, il presidente del Consiglio se ne può fregare della Corte costituzionale e del buon senso. Ci lamentiamo di poter vedere solo i congiunti? Ma ringraziate che non vi chieda di vederli indossando maschera pinne ed occhiali. La scienza costituzionale infatti conta Locke e Montesquieu dalla parte del premier, con l’emergenza lo Stato mostra la sua vera natura, direbbe Carl Schmitt, ha Rousseau conteso e contro Mirabeau e Condorcet, che si sa uno è finito sul patibolo e l’altro gli hanno persino gettato le ceneri nella Senna. Per cui grazie a Salvini e Meloni, il premier fa quello che gli pare ed hai voglia a proporgli un emendamentino come ha detto timidamente l’onorevole Orlando per chiedergli di portare i decreti in Parlamento. Che emergenza sarebbe se devo andare a discutere in Parlamento? L’unica cosa che potrebbe nuocere al premier sarebbe la fine oggettiva dell’emergenza, come fu la fine della guerra una disgrazia per il comitato di salute pubblica. In caso contrario state tranquilli che il premier fino al 31 luglio continuerà con il suo rituale di monologhi e false promesse. Il virus si attenua e si sapeva dai virologhi inglesi, quelli che studiano, i quali han subito detto che sopra i 20 gradi non sopravvive. Infatti la protezione civile ha già chiuso il baraccone mediatico. Ma per far chiudere il governo e liberare noi, ci vuole un insurrezione in Parlamento che lo atterri. Forse alla fine di maggio la disperazione in cui sarà ridotto il paese dalla cura Conte avrà la meglio. Ma attenti, Conte non è mica un matto. Ha un’intesa firmata sottoscritta con la Cina. Se l’Europa ci molla con noi alla fame, arriva la Cina, il primo mandarinato cinese nel cuore del mediterraneo. A Pechino stanno brindando. È la via della seta.