La LIdu scrive a Mattarella: «Ci renda finalmente liberi. SIamo maturi e consapevoli»

Lo avevamo intervistato solo qualche settimana fa. Ora, il segretario della Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo Michele Marzulli ha scritto al Presidente della Repubblica (con lui Alessandro Palumbo, del Centro Studi Morris Ghezzi, Stefano Pillitteri della Commissione Giustizia Lidu, Giorgio Fedocci del Forum Ghezzi)

«Da mesi stiamo subendo drastiche restrizioni delle libertà garantite ad ogni cittadino dall’art.12 della Costituzione. Restrizioni, peraltro, attuate attraverso uno strumento normativo di cui è stata rimarcata, dai più eminenti cattedratici di diritto pubblico, la dubbia costituzionalità oltre che attraverso il dispiegamento di un apparato repressivo le cui modalità di azione sono apparse, sovente, sproporzionate e al di là della dovuta ragionevolezza se non del buon senso. L’abbiamo fatto con disciplina, nelle nostre case che per la maggior parte, soprattutto nelle grandi città, non superano i 60mq. Molti di noi hanno perso i propri mezzi di sostentamento, i nostri ragazzi hanno perso la scuola che non è solo didattica, ma anche ambiente, amicizia, contatti umani.
Lo abbiamo fatto con spirito di sacrificio».

«Abbiamo visto i nostri medici morire per gli errori di valutazione e gli ingiustificabili ritardi di Governo e Regioni, abbiamo visto la nostra sanità collassare, abbiamo assistito a stanchi riti di conferenze stampa del tutto inutili, abbiamo visto i nostri anziani spegnersi da soli senza un saluto. Sempre disciplinati e silenti.

Ma ora dopo due mesi non possiamo più tollerare il brutale disprezzo di ogni regola costituzionalmente garantita. Ci si chiede di restare ancora a casa, scaricando sul privato cittadino l’onere pressoché esclusivo di far fronte all’emergenza, mentre manca ancora ogni mezzo di screening di massa, di test sierologici, di politica sanitaria (ospedali Covid? Sanità territoriale?), una strategia di raccolta dati, un protocollo che la certifichi.
E questo mentre la nostra economia tracolla, e le famiglie sono in preda alla miseria. L’impressione è che il, governo ritenga gli italiani un popolo immaturo e privo di capacità di autocontrollo. E che ciò imponga l’adozione persistente di misure restrittive alcune delle quali, francamente grottesche come il quarto modulo autocertificativo e relative dizioni.

Ma la realtà di questi due lunghi, difficili e dolorosi mesi testimonia l’esatto contrario. Gli Italiani hanno dato una grande prova di maturità. E sono sicuramente preparati ad assumere volontariamente tutte le cautele necessarie senza che debba intervenire alcuna longa manus di natura coercitiva. Chiediamo quindi a Lei di ripristinare le regole della vita democratica, renderci finalmente liberi e soprattutto consapevoli».