Il Cigno nero. Cosa ci stanno facendo capire queste settimane…

Il cigno nero lo aveva citato Karl Popper a proposito dell’induzione di una legge a partire da dati empirici. Spieghiamo meglio. Se io vedo sempre cigni bianchi sarò portato a ritenere che i cigni non possano essere che bianchi. Invece poi capita per esempio di vedere un cigno nero proveniente dall’Australia, che mi porta a ‘falsificare’ quella teoria. Nel 2007 l’epistemologo Nassim Nicholas Taleb spiegò col Cigno Nero l’impatto, spesso traumatico rispetto al senso comune, di alcuni avvenimenti che scuotono l’abitudinario andare delle cose: la collettività non sarà mai in grado di coglierne compiutamente il senso e la portata e tenterà a giustificare il tutto in modo superficiale.

«Non puoi pensare che qualcosa non accadrà perché non lo hai mai visto capitare in passato» (Taleb)

Quale metafora migliore per descrivere la pandemia? L’ha usata il filosofo Biagio Genovesi, al quale ci siamo rivolti per parlare delle stesse cose di cui parliamo ormai da settimane: di una crisi sanitaria che non è più emergenza, in nome della quale si è sacrificato un Paese. Un cigno nero che ha cambiato paradigmi mentali e scosso valori che fino a ieri credevamo sacri e inviolabili. Al punto che lo stesso Diritto, e la Carta fondativa di ogni codice normativo, appare solo una giustificazione a-posteriori del potere costituito ed esistente, pronto ad adattarsi a condizioni diverse in 24h e senza colpo ferire.

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