L’Intendenza

Per primi abbiamo spiegato, con grande pazienza, che la Carta Costituzionale della Repubblica “non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali”. La Repubblica italiana ha attraversato varie situazioni di emergenza e di crisi, dagli anni della lotta armata a quelli più recenti della crisi economica e finanziaria, e tutti sono stati affrontati “senza mai sospendere l’ordine costituzionale”. Queste, esattamente, le parole usate dal presidente della Consulta Cartabia, lasciate cadere nell’ assordante silenzio di città svuotate. L’informazione, quella seria, è già da tempo corrotta dai lauti guadagni forniti dal restate tutti a casa a guardare la tv. Se le parole del presidente Catarbia fossero state ascoltate, queste suonerebbero come un’accusa esplicita e diretta al governo ed al Capo dello Stato. Fiato sprecato. Mattarella si salva ancora per aver per lo meno celebrato in qualche modo, secondo i termini di una circolare del ministero degli interni, un 25 aprile vilipeso dal governo. È chiaro che questi integerrimi servitori dello Stato cosi dediti al bene pubblico non possono permettersi di perdere tempo in festività anacronistiche come quella della liberazione. La libertà è un concetto privo di qualsiasi senso quando il capo del governo dice ai cittadini come devono o non devono regolare la loro vita privata in monologhi domenicali. A Conte va solo perdonato il suo innocente candore. Egli è persino convinto di aver sempre rispettato le prerogative del Parlamento. State tranquilli, anche i decreti legge proposti, saranno approvati dalle Camere. Nelle atmosfere disinfettate di Palazzo Chigi, l’unico posto dove i parrucchieri possono ancora lavorare, per lo meno quello del premier, il Parlamento è l’intendenza, esegue i voleri sovrani del governo. Ovvero l’ esatto opposto della nostra Costituzione, articolo 77, dove il governo presenta alle Camere i decreti d’emergenza “il giorno stesso”. Il Parlamento per la Costituzione Repubblicana non esegue un bel niente. È il governo semmai che deve eseguire i voleri del Parlamento, altrimenti, non hai una Repubblica, hai una Giunta, o per meglio dirlo alla cilena, uno dei modelli di differenti gradi di diritto che gli scienziati del governo dovrebbero incominciare a esaminare per le loro elucubrazioni, una Junta. Purtroppo per loro qualsiasi cittadino dei centomila e oltre multati per aver portato a passeggio il cane, o fatto un giro in automobile, e domani per aver passeggiato con un non congiunto, vedete voi quale, potrà ricorrere al Tar e il Tar gli darà facilmente ragione. Per darla a questo governo serve invece molta cautela. Non tanto per la faccia tosta, che in qualche misura ci vuole sempre soprattutto quando si sostengono le posizioni più assurde, ma per non essere considerati più parte della democrazia repubblicana.