Giugno in mascherina

Il meraviglioso sogno del governo di un’Italia muta e senza volto, con la mascherina obbligatoria, si è rivelato un bell’accidente. Se la mascherina serve ad impedire il contagio, non c’è bisogno dell’isolamento. Se invece l’isolamento è indispensabile, la mascherina non serve a niente. Da questo non se ne esce e persino la mente greca di Di Maio è costretta a barcollare. Sarà molto difficile obbligare, se non nei luoghi pubblici chiusi, l’uso delle mascherine, a meno che il governo abbia un piano per spedirci tutti al sicuro su Marte e bisogna iniziare l’ambientamento. Se la mascherina fosse stata considerata vitale, non si sarebbe fatta sparire persino dagli ospedali quando ce n’era bisogno, a che servono queste mascherine, spediamole ai cinesi poracci, sempre Di Maio a gennaio, quelle che sono mancate negli ospedali a febbraio e poi messe a produrre in serie alla grande ad aprile. Infine si dovrebbero distribuire gratis a tutti. Anche perchè dopo due mesi chiusi in casa senza lavoro, c’è chi non ha 50 centesimi per il pane non per le mascherine. Se nonostante tutto questo la Junta di Konte riuscisse a far passare al popolo italiano anche un giugno in mascherina, confidiamo che la magistratura valuti di appurare mai ci fossero relazioni fra i produttori delle stesse ed i legislatori e versamenti in denaro di qualche specie, magari come donazioni alla protezione civile. Come dire, il colpo di Stato è in atto, ma la magistratura è ancora indipendente, un errore di considerazione gravissimo che un Hitler, ma anche un Pinochet, non avrebbero mai commesso.