Il contributo della Massoneria nel pensiero politico e giuridico italiano. La figura di Giuseppe Zanardelli

Lo scorso 22 Aprile l’Associazione Libera Unione Forense ha celebrato un’importante figura del panorama politico e giuridico del nostro paese, Giuseppe Zanardelli.
«Il primo gennaio 1890 entrava in vigore il Codice Zanardelli, tuttora in vigente nella Città del Vaticano. È da considerarsi, senza alcun dubbio, un grande codice in cui, come poeticamente avrebbe scritto Alfredo De Marsico, la grande scuola classica del diritto penale rifulse i suoi estremi bagliori.
Zanardelli fu un grande avvocato, ma anche uno statista di enorme spessore. A lui dobbiamo l’abolizione della pena di morte, il diritto di voto per tutti gli italiani di sesso maschile senza esclusione per motivi di censo e la battaglia per l’introduzione dell’istituto del Divorzio già a far data dal 1902. In pochi sanno che fu anche orgoglioso appartenente all’Istituzione Massonica, il Grande Oriente d’Italia nella Loggia “Propaganda Massonica” di Roma, tanto che una volta, di fronte ad alcune critiche che erano state rivolte alla Massoneria, alla quale apparteneva, da alcuni colleghi di Governo, provocatoriamente, si recò al Consiglio dei Ministri con il grembiule sotto la giacca dicendo che, dopo quella seduta, avrebbe dovuto recarsi ad un’altra riunione» (fonte Ass. Libera Unione Forense del 22.04.2020).
Il contributo che egli ha dato al nostro paese in termini di pensiero giuridico e politico è di inestimabile valore.
La sua opera, definita come una svolta liberale nel nostro paese, è tangibile anche in campo politico.
Egli ricoprì diversi incarichi di governo, fu deputato del Regno d’Italia, Ministro di Grazia e Giustizia, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno.
Nei numerosi incarichi politici che ricoprì, sempre antepose gli interessi Nazionali a quelli personali o di partito, ed infatti le cronache politiche dell’epoca ci riportano che dopo le dimissioni da ministro, Zanardelli fu eletto il 24 novembre 1892 presidente della Camera dei deputati, ricoprendo tale carica fino al 20 febbraio 1894. Nei primi giorni di dicembre del 1893, caduto il primo governo di Giovanni Giolitti in seguito allo scandalo della Banca Romana, il presidente della camera fu convocato da Umberto I con l’incarico di formare un nuovo ministero. Il diretto interessato tentò strenuamente, ma senza successo, di formare un nuovo gabinetto: l’ostacolo insormontabile si rivelò essere la nomina del generale Oreste Baratieri a ministro della Guerra, nomina sgradita a Vienna, legata al Regno d’Italia dalla Triplice alleanza, in quanto Baratieri era trentino ed irredentista. Nonostante fosse consigliato dal re a rinunciare a lui come ministro della Guerra, Zanardelli rifiutò sdegnosamente, in quanto la vide come una indebita interferenza austriaca negli affari interni italiani, di conseguenza, rinunciò all’incarico di formare il nuovo gabinetto.
Fermo oppositore del c.d. trasformismo politico, si oppose alla privatizzazione delle ferrovie del Regno e dedicò gli ultimi anni della sua vita ad un viaggio nell’Italia Meridionale per verificare di persona le condizioni sociali ed economiche del Sud.
Proprio sulla questione del Mezzogiorno ed il suo resoconto di viaggio sarà fondamentale per l’approvazione della legge speciale per la Basilicata (il 23 febbraio 1904), uno dei primi esempi di intervento straordinario dello Stato nel Mezzogiorno.

Ma il suo cuore, abbiamo detto, batteva per la Massoneria. In questa dimensione ci piace ricordare che, in piena emergenza da Covid-19, il Collegio dei Maestri Venerabili di Campania e Lucania del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, ha effettuato una donazione di €. 20.000 alla Fondazione Melanoma Onlus, di cui è Presidente il Professore Paolo Antonio Ascierto, che si distingue non solo nella lotta al cancro, ma anche nell’individuare nuove strade terapeutiche per il Covid-19.
Questa donazione che è rivolta in maniera specifica alla realizzazione di un laboratorio di ricerca da rendere immediatamente operativo e nel quale un’equipe specializzata potrà mappare geneticamente il Coronavirus, ed indagarne i processi di diffusione, le potenziali mutazioni e lavorare allo sviluppo di cure e terapie sperimentali.
Inoltre si è, anche, provveduto alla consegna di 4000 mascherine presso i diversi ospedali impegnativi nella lotta contro l’epidemia.
Dell’opera di Giuseppe Zanardelli, di Massoneria ed altro abbiamo parlato con Camillo Bruno, Presidente dell’ Associazione Libera Unione Forense.

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