In ricordo di Aldo Masullo

«Ogni punto e centro». Questa lezione del Nolano il filosofo amico Aldo Masullo ce l’ha ricordata più volte nel corso dei nostri incontri di Pensiero e di Vita. Era curioso di dialogare con noi, diceva – come Giordano Bruno – che non si deve mai perdere “l’occasione” di confrontarsi e di guardare l’altro negli occhi. Definì il mio libro In nome dell’Uomo come un testo di “religione civile” e presentò a Napoli con centinaia di Fratelli il libro di mio figlio Michele Apologia dei Cavalieri Templari.

La presentazione a Napoli del libro di Michele Raffi, Apologia dei Cavalieri Templari. Con Gustavo Raffi, Aldo Masullo, Alessandro Cecchi Paone, Gigi Decollanz, Tiziano Busca, Mauro Cascio

Lo guardavamo stupiti di quelle parole che uscivano profonde, pensose e cariche di vissuto, di quella ‘paticita’ – il sentire la vita – che è stata la sua Filosofia altissima, la ricerca di tutta una vita. Perché vivere una sfida significava per lui e per noi riempire di senso la storia, avete ‘Arcisenso’, inseguire la verità, la bellezza, sentire l’altro perché è una storia da ascoltare. In pubblico mi ha definito sempre suo amico e compagno di ricerca, uomo del dubbio che insegnava a incarnare il pensiero, a “viverlo, altrimenti è puro calcolo e non cambia la storia”. Storia sociale, quella di Aldo, storia della sua e nostra Napoli. Diceva che al nostro tempo mancano i maestri ed ha allevato generazioni di ribelli. Il pensiero, rimarcava Masullo, è “lo scavare nel dolore e nella gioia per capire come poterli vivere di fronte agli altri”.
Addio amico mio, Maestro vero. Gigante del Denken di ogni tempo. È stato un onore averti camminato al fianco. Tu hai sempre precisato che partecipavi con gioia ai nostri eventi culturali e abbiamo avuto la gioia di averti come Relatore anche in Gran Loggia. Non eri Massone ma per me sei stato un Fratello vero, una pietra miliare di laicità e libero pensiero. Il Filosofo della coscienza abita la cultura del Sud e dell’Europa, tra il tempo e la grazia, la forza della decisione e il pensiero che deve fondare l’azione degli uomini ai quali la storia ha donato mente e mano per costruire libertà e affratellare gli abitatori del tempo.
Da qualche parte continuerai, con il tuo e nostro Nolano, a “martellare a misura per battere insieme il ferro”, lasciandoci migliaia di pagine che in questa notte di dolore ci sono ancora più care e nostre. Continueremo sulla tua strada a credere che l’Umanita’ viene prima di tutto, a prendere la Fortuna per i capelli e metterci il chiodo. Continueremo come Te e Bruno a dare “lo Spaccio” all’intolleranza di quelli che non hanno le ali per sentire la vita. Che la terra ti sia lieve.