Della Repubblica perduta

«Un popolo una volta persa la sua libertà, non potrà più riconquistarla», (Rousseau, Contratto Sociale)

L’idea che la salute pubblica possa prescindere dalla partecipazione democratica significa la fine della salute pubblica. Noi non siamo di fronte ad una pestilenza letale che se esci di casa rischi di essere contaminato, come pure si è riusciti a convincere una popolazione terrorizzata che per fare cento metri in solitudine indossa mascherine da sala operatoria. Se fosse una pestilenza letale i numeri dei morti non sarebbero surclassati da quelli dei guariti e sarebbero comunque proporzionali in ogni paese. È ovvio invece che vi sono paesi che hanno saputo rispondere positivamente al virus limitando quasi all’insignificanza la quantità dei morti. La misera Grecia, è un esempio più virtuoso dell’attrezzata Germania. Vi sono anche paesi che hanno risposto malamente all’emergenza perchè contrari ad un’idea di isolamento, convinti che comunque nel momento nel quale si scatena un virus l’impatto mortale sia inevitabile per cui meglio fronteggiarlo immediamente che in un secondo momento. La verità è che nessuno sa se ci sarà un vaccino. La scienza medica è in un’ipotesi dove si studia e si esamina un fenomeno sconosciuto. Per cui ogni paese ha risposto secondo le sue inclinazioni e le inclinazioni dimostrate dall’Italia fanno davvero ribrezzo e non per le misure prese che sarebbero potute essere anche giustificate. Il governo italiano aveva tutti gli assi in mano. Era l’unico paese europeo ad avere avviato un bilaterale politico economico con la Cina tale da ottenere informazioni migliori sulla situazione di Wuhan se non direttamente dal governo cinese, per lo meno dalle aziende italiane che fanno scalo in quel posto. Abbiamo solo 50 aziende per cui non era impossibile monitorarne spostamenti e contatti appena esplosa la pandemia. Il governo italiano conta pure un vice direttore dell’Oms che è stato fino al 2018 responsabile della prevenzione sanitaria, il curatore del piano di prevenzione regionale 2014, 2018. Possibile che il vicedirettore dell’Oms non abbia detto al governo, guardate la situazione è fuori controllo? Oppure che semplicemente i piani di prevenzione allestiti non sarebbero stato in grado di fronteggiare una simile pandemia? O anche semplicemente che lui in verità non aveva idea alcuna dello stato della sanità regionale? Perché quando il presidente del consiglio si è presentato in televisione il 23 febbraio ed era appena scoppiato il primo focolaio della val seriana, il presidente del consiglio serafico ha detto che non c’era nessuna ragione di preoccuparsi. Con lui il fido Burioni, altrettanto sprezzante verso gli eventi. Ammettiamo che questa sia stata una sottovalutazione innocente, non potevano immaginarsi quale terribile ciclone potesse abbattersi, ma perchè allora fare una zona rossa in ritardo? Le televisioni mostravano i paesi della valseriana isolati, Codogno. Ovvio, la gente mica stava in casa era già fuggita. Ma come si fa a pensare di mettere in isolamento una zona a rischio pandemia, con la gente disposta a farsi segregare a cielo aperto con un rischio mortale? Ma giustamente la gente fugge la notte e magari fai trecento metri se sei in una zona libera. Così si è infettata la Lombardia, e dopo la Lombardia si è infettata l’Italia, perchè il governo ha fatto zona rossa la Lombardia, dimenticandosi che le stazioni ferroviarie erano ancora aperta. Si è infettato tutto il paese. Io non so se il governo sia più criminale che imbecille, ma certo non c’è una terza soluzione davanti ad eventi di questo genere, perchè nessun paese democratico, nemmeno la corea del sud ha fatto le zone rosse, ha chiuso subito tutto il paese, oppure l’ha lasciato aperto. Il nostro è un governo cinese che pensa di poter isolare Codogno come wuhan, e poi persino la Lombardia come Whuan e questi sono stati i risultati. Purtroppo invece di chiedere scusa e coprirsi il capo di cenere insistono e aggravano la situazione fino ad arrivare a colpire tutti i simboli della democrazia repubblicana, anche quelli più importanti come l’antifascismo, la liberazione. Il Viminale che scrive una circolare in cui si consente di svolgere “in qualche modo” la celebrazione del 25 aprile, poteva essere quello retto da Salvini e forse nemmeno, perchè la Lega in cui è cresciuto Salvini era antifascista. Non sono mica nati golpisti Konte e compagnia cantante, lo sono diventati, ma non è una grande consolazione. La consolazione sarà quando ci sbarazziamo di questa banda.