«Il mio maestro è stato Ugo La Malfa». Breve ricordo di Giuseppe Gazzoni Frascara

È morto a Bologna, all’età di 84 anni, Giuseppe Gazzoni Frascara. Molti lo ricorderanno in questi giorni per la sua attività imprenditoriale (la sua Idrolitina ha reso effervescente l’acqua da tavola di tante famiglie italiane) o come presidente del Bologna calcio (salvato dal fallimento nel 1993 e portato nel giro di tre stagioni dalla serie C alla serie A e poi a sfiorare la finale di coppa Uefa nel 1999). Altri ne ricorderanno l’impegno politico come candidato sindaco alla guida di una lista civica, Bologna Nuova vicina a Forza Italia, che nel 1995 sfidò il candidato della sinistra (Vitali) e quello della destra (Berselli), oppure come grande accusatore del fenomeno noto come Calciopoli nel 2006.

Gazzoni Frascara è stato tutto questo e tanto altro ancora, ma uno dei tratti costanti della sua vita, stranamente trascurato nella memoria di quanti ora si apprestano a ricordarlo, è certamente la sua vicinanza al Partito Repubblicano Italiano, che possiamo ricordare solo per sommi capi.

Il 21 febbraio del 1992, Giuseppe Gazzoni Frascara partecipò a Roma, alla convenzione generale repubblicana, pochi mesi dopo si candidò con il PRI nel collegio di Bologna I (quello cittadino) nelle elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica.

Il risultato merita di essere ricordato perché segna il miglior risultato elettorale conseguito dal PRI a Bologna: 18.532 voti, pari all’8,43 % (nella stessa competizione il risultato nazionale vide al Senato il PRI attestarsi su un lusinghiero 4,7, di un soffio superiore al massimo storico raggiunto con Spadolini nel 1983).

La mancata elezione – improponibile, nonostante tutto, una competizione con i candidati romagnoli capaci di raggiungere nei loro collegi percentuali di gran lunga maggiori (Libero Gualtieri a Cesena il 14,86% e a Ravenna il 14,78%; Gabriella Poma a Forlì l’11,37%) – e la successiva divaricazione dei percorsi che nel 1995 vide i repubblicani sostenere il candidato della sinistra Walter Vitali, all’interno di una lista civica denominata “Democratici per Bologna”, non spezzarono il legame di Gazzoni Frascara con la tradizione repubblicana, tanto è vero che il 5 febbraio 2005 l’imprenditore bolognese intervenne al 44° congresso nazionale del Partito celebrato a Fiuggi.

Ci piace concludere questa breve nota con lo stralcio di un’intervista pubblicata sulle pagine bolognesi di Repubblica il 25 gennaio scorso, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale dell’Emilia Romagna: al giornalista che gli chiede conto, pur non essendo lui un uomo di sinistra, del suo appoggio alla lista di Emma Bonino, collegata alla candidatura di Bonaccini, Gazzoni Frascara risponde: «Si, io mi definisco un liberale, o un liberal conservatore, il mio maestro è stato Ugo La Malfa, repubblicano, uno che ha dedicato la vita al suo Paese, per un modello di sviluppo che non facesse differenze di gruppi sociali».

Vale la pena di ricordare, a quanti si fossero distratti, che quella che il giornalista chiama Lista di Emma Bonino era la lista che vedeva presente il simbolo e i candidati dell’Edera, una lista che per meno di un migliaio di voti non ha riportato un consigliere regionale repubblicano in Emilia Romagna.