Editoria e diritto d’autore a misura di lingue minoritarie

Le minoranze linguistiche in Italia sono tutelate dall’art. 6 della Costituzione ed identificate all’interno della legge quadro 482/99, base delle normative regionali poi sviluppatesi. Qui si vuole proporre spunti di riflessioni sull’editoria in lingua minoritaria, analizzando il caso specifico del greco-calabro, tutelato dalla legge regionale 15/2003. Detta lingua minoritaria è considerata altamente a rischio in quanto la comunità madrelingua di riferimento è caratterizzata da un’età media molto alta e circoscritta a meno di un centinaio di parlanti.

Sebbene detta glossa possa essere annoverata tra le più antiche ancora oggi parlate nel bacino del Mediterraneo, con una continuità di quasi tre millenni lungo il suo sviluppo, la sua editoria conta un catalogo sui venti titoli in lingua madre. Buona parte di essi è stata pubblicata per lo più da associazioni ed in parte a editori locali, raramente università. Spesso questi libri sono pubblicati a vario titolo solo su contributo economico pubblico. Ciò comporta che all’esaurirsi della prima edizione, raramente segue una ristampa. Non esistendo infatti una domanda di mercato, l’imprenditore non è spinto ad investire nel settore. Ciò rende difficile il reperirne i testi già nel breve e medio periodo. Almeno per quanto riguarda le opere finanziate in tutto od in parte con fondi pubblici, bisognerebbe adottare un regime orientato sull’open science, la cui logica si sintetizza nel ragionamento «le ricerche finanziate pubblicamente sono e devono continuare ad essere assolutamente disponibili al pubblico. Dobbiamo anche proteggere il valore aggiunto alle ricerche finanziate pubblicamente dal settore privato e assicurare che ci sia ancora un’attiva comunità di ricerca commerciale e non-profit» alla base della proposta di legge statunitense Research Works Act.

In un’ottica di rivitalizzazione linguistica, una ulteriore questione riguarda le complicazioni sul diritto d’autore. I parametri attuali per il riutilizzo della proprietà intellettuale sono difficilmente conciliabili coi contesti minoritari e le tempistiche ritenute utili per i programmi di rivitalizzazione. Servirebbe individuare una formula legislativa ad hoc per il diritto d’autore sulle opere in lingua minoritaria, trovando un modo per compensare l’ammorbidimento delle tutele magari tramite misure economiche. Sarebbe opportuno avviare una commissione di studio.