Riparte in Sicilia il Movimento Femminile Repubblicano

Per Mazzini l’emancipazione della donna è “parte integrante del progresso dell’umanità”. Una nazione veramente moderna non poteva non prevedere, per esempio, il suffragio universale. Promuovendo una cultura ‘femminile’ e non ‘femminista’ per fare ‘le italiane’ assieme agli italiani, portatori di identici diritti e doveri e portatori di crescita ed emancipazione. Così abbiamo avuto un pantheon di donne fiere, che hanno conosciuto anche il carcere: “segregata per per tal modo dal consorzio degli uomini, io passava mesi e mesi, senza parlare”, scrisse dal carcere Anna Grassetti Zanardi.  Nacque anche un giornale, La Donna, diretto da Gualberta Alaide Beccari che attorno a sé radunò un cenacolo: Malvina Frank, Luisa Tosco, Anna Maria Mozzoni, Sara Nathan, Fanny Lewald, Ernesta Napollon.

La voce è quella del verbo educare. Un terreno in cui lavorare senza posa. «Crescita politica, emancipazione economica, conquista di spazi d’azione, affermazione culturale sono un dovere proprio della donna; solo la raggiunta consapevolezza di questo dovere le darà di conseguenza l’esercizio del diritto. «L’esercizio del diritto non è se non la conseguenza di un dovere compiuto». Nelle società di mutuo soccorso si può realizzare perfettamente la sintesi tra diritto e dovere perché in esse le donne mostreranno con l’esercizio pratico tutte le capacità affermando in tal modo i propri diritti».

Gloria Cutugno

Nel 1945 venne fondata l’Associazione nazionale femminile repubblicana (Anfr), poi rinominata Movimento femminile repubblicano (Mfr). Si pubblicò anche un mensile, La voce della donna, poi diventata una pagina interna periodica a La Voce Repubblicana. Oggi Gloria Cutugno è la nuova coordinatrice in Sicilia. L’abbiamo intervistata.

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