Diversità uguale ricchezza. Polini e Currò con Saponaro

L’emergenza sanitaria è quasi alle spalle. Grossi ostacoli per la fase 2 in realtà non ce ne sono. Occorrerà riflettere su questa fase 1 perché, un po’ il panico un po’ l’inadeguatezza, di errori ne sono stati commessi pure troppi. Comunicazioni tardive, provvedimenti dubbi sul piano costituzionale, una rete sanitaria impreparata, fiacchita da un decennio almeno di tagli sanitari, una clima da fine del mondo, tra stato di polizia e dittatura sanitaria. Libertà e privacy in sole tre settimane sono state rubricate alla voce capriccio. Un’emergenza sanitaria che lascia grossi problemi economici, a cui fin qui si è provveduto con interventi risibili: 600 euro per tre mesi di inattività, bollette non annullate ma sospese (e che a giugno saranno regolarmente recapitate), con la possibilità di indebitarsi con le banche per avere un po’ di liquidità per la ripartenza. Davvero pochino.

In compenso c’è un Pri in salute, che ha detto la sua, con un segretario autorevole che sa dare la linea e attorno a cui c’è solidità e compattezza. «Il partito non esiste solo a Ravenna. Bisogna riconoscere a Saponaro la sua energia nel rimettere su una struttura organizzativa e politica», ha scritto Pietro Currò, segretario regionale in Sicilia. «Noi crediamo nel grande Pri e riteniamo ricchezza il pensiero politico che si confronta con garbo anche nella diversità», ha aggiunti. Nella stessa linea anche Michele Polini, segretario dell’unione romana del Pri. 

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