Israele, tra democrazia partecipativa ed equilibrio politico. L’accordo di governo tra Netanyau e Ganz

In pieno lockdown, domenica scorsa, a Tel Aviv si è svolta una manifestazione con la partecipazione di tante persone che si sono organizzate con mascherine e distanziamento sociale.   Le immagini ci colpiscono molto, specie in un momento come questo dove in Italia le rigide misure adottate dal Governo ci costringono a stare rinchiusi nelle nostre abitazioni da oltre un mese. Quello che è accaduto in Piazza Rabin a Tel Aviv è molto interessante. È segno di vitalità democratica ai tempi di Covid-19. Materia diventata, ormai, sconosciuta nel nostro paese. Siamo tutti assopiti. Anche la Democrazia. Che ad oggi non dà segni di vitalità.  

Ma ritornando alla manifestazione di Tel Aviv, di là del numero di partecipanti che conta assai poco, è significativo che nonostante il Covid-19 e le misure di contenimento sociale adottate, le libertà democratiche non sono state sospese, assopite. Anzi, tutt’altro. In Israele la vita democratica continua nel suo incedere e le manifestazioni pubbliche, che non sono vietate come in Italia, vengono svolte con misure di protezione personale e collettive adeguate.

«Così come non vorrei essere uno chiavo, così non vorrei essere un padrone. Questo esprime la mia idea di democrazia» (Abraham Lincoln)

Questa manifestazione è stata organizzata per protestare contro l’idea avanzata dal Governo di utilizzare un’app per tracciare il contagio da coronavirus;  nel nostro paese, invece,  il tema è passato sottotraccia, silente.

In Israele i cittadini  vivono  la partecipazione  democratica in maniera più forte rispetto al nostro paese. La manifestazione di Domenica sera è il segno più evidente di questo nostro convincimento.

Si tenga anche conto del fatto che Israele è una democrazia che vive, in questo periodo storico, un momento delicato dal punto di vista politico. La vita politica era in un sostanziale stallo  e solo ieri Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il leader di “Blu e Bianco” Benny Gantz hanno trovato un accordo di governabilità del paese, per la formazione di un Governo che avrà il compito di portare il paese fuori dall’emergenza Covid-19.  In sostanza, Israele avrà un nuovo governo che eviterà al Paese nuove elezione anticipate. Il Governo sarà composto dal  Likud assieme ad altri partiti, con l’appoggio del partito laico centrista “Blu e Bianco” e alcuni deputati della sinistra. Negli accordi è previsto che Netanyahu sarà premier per i primi 18 mesi, Gantz per la seconda parte della legislatura. 

Il nuovo governo conterà una trentina di ministri, oltre a Difesa per Gantz (che si dimetterà da presidente della Knesset) ed Esteri (per Gaby Askhenazi), “Blu e Bianco” ottiene anche la Giustizia e l’Economia, che dovrebbe andare ad Amir Peretz, leader del partito laburista. Altri ministeri per il partito di Gantz saranno Welfare, Immigrazione, Affari Strategici, Agricoltura, Equità sociale, Turismo, Comunicazioni e Affari della Diaspora ( fonte La Repubblica). Ci auguriamo , quindi, che ciò che è accaduto a Tel Aviv possa suscitare in noi italiani la voglia di partecipazione democratica alla vita del Paese, la Repubblica è viva. Ripartiamo! 

Abbiamo intervistato Shary Mitidieri.

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