Benvenuti alla Fase due

«Quel che vedete non è tutt’uno» (Ovidio, Metamorfosi, 570)

Il governo si è infilato nel tunnel dell’isolamento senza rendersi conto di quello che faceva. Solo il tre febbraio scorso Conte diceva in televisione che l’Italia era pienamente al sicuro dalla pandemia, che non correva nessun rischio e lo stesso sosteneva con una punta in più di sprezzo quel genio di Burioni. Fossimo stati greci invece della commedia, conosceremmo la tragedia. I greci infatti davanti alla Cina che costruiva un ospedale in un giorno si sono detti e se arriva anche da noi? Neanche abbiamo tetti sugli ospedali. E al primo caso, hanno chiuso tutto il paese. In Italia invece il primo caso è stato negato, è solo un’influenzina, poi si è chiuso un paese, poi un contado, poi una regione e la gente è sempre scappata. E ancora non ci si capisce niente perchè abbiamo messo la protezione civile a raccogliere i dati e manco si accorgono che sono disomogenei e che quindi sulla base dei criteri scelti per l’isolamento non si potrebbe riaprire manco il 4 maggio. Solo che il paese continua così scoppia e quindi un governo senza un’idea in testa ha mollato, ha riaperto le cartolerie, che sa, domani anche le mercerie che così possiamo sostituire i calzini bucati. Il problema è che continuano a dire, da Conte al ministro Amendola, che per essere davvero sicuri serve il vaccino e quindi non vogliono riaprire un bel niente, perchè primo non sappiamo se ci sarà mai un vaccino, secondo ci potrebbero volere anche dieci anni. Ora un governo che non voleva l’isolamento e che ora non vuole la riapertura, può essere adatto ad isolare prima e a riaprire poi? È già chiaro che la fase due sarà lo stesso della fase uno, anzi peggio