Il mercato ha suonato la campana dell’ultimo giro

Il mercato ha suonato la campana dell’ultimo giro. La raccolta odierna di 16 miliardi di euro è stata un promemoria inequivocabile: l’Italia è sta camminando sul filo del rasoio, in equilibrio su una fune con sotto l’abisso, ad un passo dal perdere il rating investment-grade per il debito pubblico. Nel collocamento di oggi la long duration si è avvitata in una spirale al ribasso, con il rendimento delle obbligazioni a 30 anni che per la prima volta da metà marzo ha superato il 3%.

Questo è stato l’ultima vendita prima che S&P riveda il rating. Il rating attuale è BBB, due tacche sopra la spazzatura, con un outlook negativo.

Gli investitori istituzionali chiedono ora 263 punti base di differenziale contro il Bund per mantenere le posizioni. I mercati stanno prezzando il lead up alla decisione di venerdi, e la previsione è che lo spread possa ampliarsi ulteriormente a 280 punti base.

In caso di declassamento, dato che molti portafogli richiedono un rating investment-grade, Goldman Sachs e Barclays stimano deflussi nell’ordine dei 200 miliardi di euro.

È bene che i capi di Stato e di Governo entrino nel Consiglio europeo del 23 aprile con le idee ben chiare su decisioni e conseguenze.