De Luca: «Siamo preoccupati per le nostre libertà»

Anche i Liberali sono preoccupati per quelle “misure liberticide e incostituzionali” che rischiano di creare un pericoloso precedente. Ad essere compromessi in queste settimane “gli elementari diritti universali dell’uomo, come quello di circolare liberalmente e di scegliere la propria residenza, quello alla proprietà privata, visto che è vietato e passibile di sanzione potersi recare presso una seconda abitazione o in un proprio fondo rurale anche nello stesso territorio comunale, quello di professare la propria religione e quello ancora più preoccupante del diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica”.

Anche la libertà è in quarantena, insomma. Ha scritto Stefano De Luca, presidente del PLI su Rivoluzione liberale: «La storia ci racconta da sempre di ricorrenti epidemie, con esiti drammatici ed intere popolazioni decimate o imperi, come quello romano, sepolti principalmente sotto le macerie prodotte da questi drammatici eventi, specialmente allora incontenibili. Anche il grande imperatore Marco Aurelio nel 180 d.c, ne fu vittima, avviando la lunga fase del dissolvimento dell’Impero d’Occidente, ed Anche Teodosio, imperatore d’Oriente, poi, non nel corso di un tentativo di riconquista, fu fermato da un’altra epidemia. Ritenevamo che nel nostro tempo presente, con i progressi straordinari della scienza medica, tutto questo fosse impossibile, o facilmente dominabile e circoscrivibile,  definitivamente relegato nei libri della storia del passato, insieme alle grandi guerre. Ritenevamo che questo fosse uno dei più grandi traguardi raggiunti dal tempo attuale. Una scienza medica talmente progredita da essere in grado di proteggerci da qualunque tentativo di vendetta della natura nei confronti della dilagante modernità. Il nemico invece,  ovunque in agguato, colpisce tutti e persino in luoghi e modi insospettabili. Nutriamo la certezza che la guerra sarà vinta, ma non sappiamo in quanto tempo e pagando quale prezzo a causa di un numero sempre crescente e spaventoso di morti, mentre i sopravvissuti, sbigottiti,  sono obbligati a rimanere prigionieri agli arresti domiciliari».

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