«Un plenipotenziario per l’Europa, modello Jacques Delors»: l’idea della Fondazione La Malfa sul Corriere della Sera

Giorgio La Malfa e Massimo Andolfi hanno scritto oggi al Direttore del Corriere della Sera. «Il Consiglio europeo del prossimo 23 aprile rischia di essere la replica della riunione dei ministri finanziari. Poiché un fallimento della riunione non è pensabile, alla fine i capi di Stato e di Governo approveranno una soluzione di compromesso che sarà costituita da un’elencazione di una varietà di interventi e un rinvio della loro precisa definizione a sedi tecniche che richiederanno molto tempo».

«Si profila una trattativa pasticciata sul mix di interventi post corona virus con un braccio di ferro fra i paesi del Nord e quelli del Sud condotta, da parte di ciascuno dei partecipanti, con un occhio più alle accuse che perverrebbero loro dalle opposizioni interne di avere ceduto alla parte avversa che alla efficacia degli interventi ed alla coerenza del piano d’assieme. Qualcuno può affermare che questo esito del Consiglio europeo non sia un rischio concreto? Nella attuale situazione drammatica di crisi economica e con una crescita continua più o meno in tutti i Paesi delle opinioni euroscettiche, l’Europa può permettersi questo esito? È ovvia la risposta negativa. Ma allora cosa bisogna fare?»

«L’alternativa è che il 23 aprile il Consiglio europeo approvi un documento politico vincolante che contenga l’affermazione netta ed esplicita che, costi quel che costi, l’integrazione europea è destinata a continuare. Il Consiglio dovrà mettere nero su bianco, in termini analoghi a quelli usati da Mario Draghi sull’irreversibilità dell’euro, che l’integrazione è irreversibile. In forza di questa premessa, il Consiglio europeo dovrà scegliere di ricorrere, come in altri momenti, a una soluzione politica e non istituzionale e affidare a una personalità di prestigio europeo – come in passato venne fatto dando a Jacques Delors il compito di disegnare una nuova fase dell’integrazione monetaria – un incarico di «plenipotenziario ad acta» per definire le linee di azione rispetto al corona virus e alla crisi economica in cui siamo e le loro dimensioni quantitative. Il plenipotenziario dovrebbe rapidamente consultare i vari Paesi e proporre direttamente al Consiglio Europeo il mix di interventi per il futuro. Un Consiglio europeo con questo esito è la risposta indispensabile».

«In questi giorni molti hanno parlato di un piano Marshall per la ricostruzione dopo il corona virus. Ma il piano Marshall fu offerto all’Europa dagli Stati Uniti interessati a costituire un bastione per frenare l’Unione Sovietica. Oggi nessuno fuori dall’Europa vuole questo: semmai vede con gioia la disgregazione dell’Europa. È l’Europa che deve trovare al suo interno la forza di reagire. Quella dei padri costituenti americani».