Ma le libertà non sono un capriccio

Seneca affermava che “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.” Tale affermazione sembra incarnare l’amletico dubbio che almeno una volta, quasi sicuramente , ha attanagliato l’animo degli italiani.
Il susseguirsi di Dpcm da parte del Presidente del Consiglio sono stati da linfa per un dibattito costituzionale accesso circa gli aspetti più tecnici del diritto costituzionale.
Si è parlato di illegittimità degli stessi decreti, di libertà violate, di conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni, si pensi fra tutte alla posizione assunta dal Consiglio di Stato circa l’annullamento di un provvedimento adottato dal Sindaco di Messina, Cateno De Luca, circa la limitazione di attraversamento dello Stretto di Messina.
Non è questa la sede per dare delle risposte di natura giuridica, fatto sta che tra le tante incertezze vi è una certezza, sotto gli occhi di tutti, questo stato emergenziale ha sicuramente messo in risalto un vuoto normativo circa i metodi di contrasto e contenimento del Covid-19.
Mentre alcuni paesi europei, pur avendo dovuto contrastare la pandemia successivamente all’Italia, si preparano alla liberazione dal lockdown, il nostro paese sembra rimanere indietro, una strategia vincente nel futuro? o paghiamo pegno per non essere stati tempestivi?
In ogni caso dall’esperienza italiana è possibile trarre due insegnamenti. Il primo è che non c’è ulteriore tempo da perdere laddove sia davanti ad una probabile progressione esponenziale o mutamento del virus. Come ha sottolineato il capo della Protezione civile italiana, “l’epidemia va più veloce della nostra burocrazia”. Il secondo è che una reazione efficace contro il Covid-19 richiede una mobilitazione simile ad una dichiarazione di guerra, sia in termini di risorse umane ed economiche sia di coordinazione dei diversi ambiti del sistema sanitario da parte dei diversi enti del settore pubblico e privato oltre che della società in generale.
Una risposta efficace all’emergenza implica senza sconto alcuno un approccio decisionale straordinario. È necessario adottare un metodo sistemico, dando la precedenza alla raccolta di dati ed alla capacità di riproporre su vasta scala gli esperimenti positivi e mettere da parte quelli inefficaci. È un compito estremamente difficile, soprattutto nel contesto di una crisi così devastante.

Ne abbiamo parlato con Maria Dicosola, professore associato in Diritto Pubblico Comparato del Dipartimento di Giurisprudenza della Università di Bari, Aldo Moro.

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