La lettera del Segretario Saponaro a tutti i Repubblicani

«Care Amiche ed Amici Repubblicani, dopo che alcuni amici hanno ritenuto la mia posizione espressa al quotidiano La Stampanon opportuna e personale” e della mia lettera di precisazione inascoltata, ho ritenuto, mio dovere, chiedere il giudizio dei Consiglieri Nazionali eletti al 49° Congresso nei modi più trasparenti possibili visto il periodo, al fine di conoscere se potessi continuare a svolgere il ruolo di Segretario o rassegnare le dimissioni». Così una lettera che oggi il segretario nazionale del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro ha inteso indirizzare a tutti.

I Consiglieri Nazionali si sono pronunciati sessantuno favorevoli, che ringrazio con affetto, ed uno contrario, l’amico Ballestrazzi, che ringrazio per la sua chiarezza e che stimo, sin dai tempi della Federazione Giovanile, e mi auguro che nel futuro non mi faccia mancare il suo consiglio prezioso. Altri ventuno Consiglieri con motivazioni diverse, dotte e meno, hanno dichiarato di non voler partecipare al voto. Se tutti i Consiglieri avessero deciso di non partecipare al voto richiesto oggi il mio scritto avrebbe avuto come oggetto le dimissioni da Segretario del Partito. Di conseguenza la volontà di non partecipare al voto la ritengo una espressione di non approvazione dell’operato del Segretario.

Da domani potrò continuare a rilasciare dichiarazioni a nome del Partito, sedere, se ce ne sarà la possibilità, al tavolo con altri segretari di partito per discutere di alleanze elettorali o quanto altro grazie ai sessantuno Consiglieri Nazionali che, con il loro sostegno, mi hanno detto che condividono le azioni politiche da me poste in essere.

I sessantuno Consiglieri Nazionali sono quelli eletti al 49° Congresso e si riconoscono nella mozione politica approvata.

Cosa penso della Lega di Salvini l’ho detto al Congresso di Bari, nei vari Consigli e Direzioni Nazionali che si sono tenuti, al Congresso Regionale della Sicilia (di cui esiste audio). Cosa penso del Governo del PD e dei 5 Stelle è anche noto, basta sentire le ultime due registrazioni (Direzione Nazionale a Ravenna dell’8 Febbraio e Congresso Regionale siciliano del 22 Febbraio a Catania).

La situazione politico economica precipita di giorno in giorno, le previsioni sul calo del PIL ipotizzate, nella mia lettera pubblicata sul sito del Partito prima di Pasqua, oggi sembrano rosee rispetto ai dati previsionali di Banca d’Italia o a quello che Bonomi, nuovo Presidente di Confindustria, comunica al Governo.

Ci ritroviamo in un Paese dove la disoccupazione è altissima e dove paghiamo un importante reddito di cittadinanza, ma ci accorgiamo di non avere personale che possa raccogliere le produzioni agricole e il Governo pensa bene di autorizzare l’apertura delle cartolerie, con le scuole chiuse, e delle librerie, che da alcuni anni vendono più libri online che presso i negozi, invece si tengono chiusi i cantieri e le attività industriali.

Il quadro politico è in movimento, gli ultimi sondaggi riportano che la metà degli italiani non dà gradimento a nessuno dei partiti oggetto del sondaggio.

Per il Partito della Ragione si aprono spazi enormi a condizione che intelligentemente si comunichi sui social e nella società civile le nostre proposte e si cancellino le polemiche inutili. Ora è il momento di aprire il Partito ai giovani, alla borghesia produttiva, agli artigiani, agli agricoltori, ai ricercatori, a tutti coloro che vogliono un’Italia migliore al passo con la sua storia.

Io farò di tutto nel tempo che da oggi ci porterà al 50° Congresso, ordinario o straordinario che sia, perché il Partito possa crescere in tutte le realtà e per identificare una classe dirigente che potrà, con l’aiuto di tutti noi, o di coloro che lo vorranno, guidare il Partito dal cinquantesimo Congresso in poi».