Più becchini che scienziati

Ad ascoltare gli scienziati di Conte sembra di ascoltare i becchini di Shakespeare. Cosa accadrà chi lo sa, nel frattempo meglio scavarsi una buca per prepararsi al peggio. Non a caso un luminare come il professor Tarro, l’allievo di Sabin, si è schierato contro il governo grazie principalmente agli scienziati che ha visto scatenati sui media invece di chiudersi loro sì in laboratorio. Per lo meno gli scienziati inglesi dicono qualcosa di sensato, ovvero che l’isolamento è nocivo quanto qualsiasi virus e che comunque finito l’isolamento il virus ritorna. L’occidente decida cosa vuole fare. Se ritornare nelle caverne, come all’età della pietra, questa imboccata è di sicuro la strada giusta. In questo scontro a senso unico, perché in Italia sembrerebbe che solo gli scienziati italiani e quelli cinesi hanno diritto di cittadinanza, insieme a quelli dell’Oms, a cui giustamente Trump ha già tagliato i fondi e dovrebbe pure prenderli a colpi di mitraglia, mancava il parere dei russi. I medici russi, dopo essere stati sterminati da Stalin si attengono ad un riservato silenzio, escluso uno scienziato, Grigori Grabovoi, che ha detto qualcosa di inaudito per le orecchie dei Lopalco, Burioni e compagnia cantante, e cioè che si salveranno molte vite. Perché dalla pandemia di cv19, si guarisce e la cura è possibile. La prima cosa che una comunità scientifica seria avrebbe il dovere di comunicare.